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La questione del campo di internamento di Guantanamo e' ormai sempre più al centro dei principali talk show domenicali delle tv americane. Dopo le prime denunce sulla violazione dei diritti religiosi da parte dei responsabili del carcere americano situato in extra territorialità sul suolo cubano, arrivano adesso ulteriori dettagli sulle possibili vessazioni a carico dei detenuti accusati di affiliazione alla rete terrostistica di Al Queda.
Adesso una serie di personalita' - non solo dell'opposizione democratica - iniziano a premere per una sua chiusura, visti i danni per l'immagine degli Stati Uniti all'estero. Alla televisione Fox un deputato repubblicano, Duncan Hunter, presidente della commissione Forze armate, ha addirittura ammesso che il dibattito ha investito in pieno la Casa Bianca, con diversi esponenti dell'Amministrazione del presidente George W. Bush pronti a chiudere il carcere. Nei giorni scorsi, poco dopo che Amnesty International aveva definito Gitmo ''un gulag'', Bush aveva detto ''stiamo esplorando tutte le alternative'', ma sia il segretario alla Difesa Donald Rumsfeld, sia il vicepresidente Dick Cheney, due 'falchi' del governo, hanno oggi smentito una prossima chiusura della prigione cubana.
Alla Cnn, il senatore, anche lui repubblicano, Chuck Hagel, si e' detto pronto ad accettare una chiusura di Guantanamo. Sempre alla Cnn, anche l'ex segretario di Stato Henry Kissinger ha espresso dubbi sull'utilita' del carcere, visto il danno di immagine all'estero, oltre al rischio di creare una nuova generazioni di terroristi anti-americani. Infine, il magazine settimanale del New York Times ospita oggi un lungo articolo dell'ex direttore del quotidiano, Joseph Lelyveld, che si chiede dove tracciare la linea tra abusi ed intimidazione nei confronti dei nemici degli Stati Uniti, dopo la tragedia dell'11 settembre. Clamorosa la rivelazione secondi cui i successi della popstar sexy Christina Aguilera sono stati utilizzati sistematicamente per impedire ai carcerati di Guantanamo Bay, a Cuba, di prendere sonno, e distruggerli moralmente. E' questa una delle tecniche di 'tortura' utilizzate dai militari americani per ottenere confessioni dai circa 520 cosidetti 'combattenti nemici' degli Stati Uniti, non di rado vicini al terrorista islamico numero uno, il miliardario saudita Osama bin Laden, cui sono stati attribuiti gli attacchi dell'11 settembre 2001 contro New York e Washington.
Domani il settimanale Time dedica la copertina alla vicenda, rivelando, che oltre alle canzoni della Aguilera a tutto volume per impedire ai prigionieri di dormire, vengono utilizzati gavettoni, videocassette con gli attacchi alla Torri Gemelle, e viene anche negato il permesso di andare al bagno. Time ha ottenuto un documento segreto di 84 pagine - di cui il Pentagono ha confermato l'autenticita' - in cui vengono spiegate le tecniche utilizzate per ottenere informazioni dai prigionieri, la maggior parte dei quali ex Taleban catturati in Afghanistan.
Il documento ottenuto da Time riguarda il prigioniero numero 063, Mohammed al Qathami, spesso considerato il 20/o terrorista degli attacchi al Wtc e al Pentagono. E' un documento molto preciso, in cui la prigionia di Qathami viene raccontata quasi minuto per minuto: a un certo momento i responsabili degli interrogatori, per umiliarlo, gli chiedono di abbaiare e di ringhiare davanti alle foto di altri terroristi. In altri episodi l'uomo di bin Laden viene obbligato a farsela addosso, gli vengono tagliati barba e capelli, o ancora viene fatta entrare nella stanza una donna, per metterlo in difficolta', o un cane, di cui ha molta paura. Qathami, catturato in Afghanistan, aveva tentato di entrare negli Stati Uniti nell'agosto 2001, un mese prima degli attacchi dell'11 settembre, ma era stato rimandato indietro perche' non aveva biglietto di ritorno. Nel documento c'e' tra l'altro la trascrizione dell' interrogatorio in cui il terrorista ammette di lavorare per al Qaida e per Osama bin Laden. Ma quando gli viene chiesto quale fosse la sua missione, Qathami risponde: ''Non me l'hanno detto''. Il rapporto segnala infine che ad un certo momento il detenuto ha avuto problemi di disidratazione ed e' stato ricoverato per diversi giorni.
Articolo del
12/06/2005 -
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