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Van Morrison, con le sue canzoni senza tempo, sarà protagonista di due concerti, il 13 e il 14 maggio, nella prestigiosa sede del Conservatorio di Milano, che da quest'anno, in un accordo di esclusiva triennale con la Barley Arts, apre le sue porte anche ad artisti che non appartengono all'ambito classico e sinfonico. Se nella produzione discografica l'artista di Belfast ha periodicamente sconfinato, con esiti alterni, in territori estranei al folk blues originario di brani come ''Gloria'' o ''Brown Eyed Girl'', bisogna ammettere che dei 42 album in 40 anni di attività (fra i ''Them'' e la carriera solista) sono numerosi quelli per cui spendere la parola ''capolavoro'', ad esempio ''Astral weeks'' (il primo da solista, 1968), ''Moondance'' (1970), ''No guru, No method, no teacher ''(1986), ''Too long in exile'' (1993). Nel frattempo, fra duetti e collaborazioni importanti, dai Chieftains (''Irish heartbeat'', 1988) a John Lee Hooker (''The healing game'', 1997), da Linda Gail Lewis, sorella di Jerry Lee, (''You win again'', 2000) fino ad una partecipazione ancora non confermata al nuovo album di Salomon Burke (in uscita il 1°marzo), Van Morrison continua ad essere una pietra miliare per la storia della musica. Il suo ultimo album in studio, ''What's wrong with this picture?'', pubblicato sulla prestigiosa etichetta Blue Note, ha ricevuto la nomination ai Grammy Awards come Miglior Album di Blues Contemporaneo.
Articolo del
19/02/2005 -
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