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Bob Marley è stato in Etiopia una sola volta, tre anni prima di morire di cancro nel 1978. Ma l’Etiopia, e l’Africa più in generale, sono sempre stati un punto di riferimento per tutta l’opera musicale (e spirituale) di colui che non ha mai nascosto di considerarsi un seguace della fede Rastafari e veneratore dell'ex imperatore etiope Haile Selassie, considerato come un semi-Dio. In questi giorni, grazie all’opera dei sostenitori di Marley (e in particolare della moglie Rita che si è data un gran d’affare), il mito di Bob Marley rivive proprio nella terra promessa: ad Addis Abeba, capitale dell’Etiopia, si celebrano due settimane di musica e di festeggiamenti in ricordo del profeta del reggae. Bob Marley, in realtà ha solo un legame spirituale con questo lembo del corno d’Africa, essendo nato nel distretto di Saint Ann, in Giamaica il 6 febbraio del 1945. Proprio nell’anniversario della sua nascita e all'insegna di un "Africa Unite" (questo il titolo della manifestazione culturale), migliaia e migliaia di giovani e meno giovani sono sbarcati negli ultimi giorni a Addis Abeba per partecipare a commemorazioni che hanno avuto inizio con un parata per la pace e un mini concerto della madre di Bob Marley. Il 5 febbraio verranno posate nel centro città le prime pietre della statua di Bob Marley, mentre il 6 febbraio si propone come la giornata più importante con un mega concerto a Meskel Square che ospiterà cantanti del calibro di Youssou N'Dour, Babaa Maal, l'etiope Teddy Afro, il soul-rapper americano Shaggy e India Arie. La chiusura prevede invece cerimonie più intime con una serie di concerti a Shashemene, a circa 250 km a sud di Addis Abeba, dove dal 1948 si è impiantata una comunità rastafariana composte da alcune centinaia di persone. Gli incassi della manifestazione saranno devoluti in parte alla costruzione di un centro giovanile a Addis Abeba e di un museo della memoria. Il mito di Marley è adorato in Africa per le sue canzoni inneggianti alla libertà che hanno fatto il giro del continente, la fede Rastafari di Marley considera l'Etiopia una casa spirituale. "Bob Marley è una persona, ma ha il potere di cambiare il mondo", dice Assefa Gebrekidan, 31 anni, che ha scolpito opere ispirate da Marley, morto di cancro nel 1981. "E' come una rivelazione, ci ha portato nuove idee, sull'unità, la giustizia, l'indipendenza".
Articolo del
06/02/2005 -
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