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Carwin Ellis & Rio 18
Haf
2026
Bubblewrap Collective
di
Claudio Biffi
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Molti progetti che flirtano con la musica brasiliana o latino-americana finiscono purtroppo per fermarsi ad un lessico sonoro riconoscibile, elegante ma prevedibile. Carwyn Ellis, fortunatamente, continua a muoversi su un piano diverso. Nel panorama delle contaminazioni globali, il rischio di scivolare nell’estetica da cartolina è sempre dietro l’angolo.
Musicista gallese dalla carriera irregolare e curiosa – tra collaborazioni prestigiose e deviazioni stilistiche mai banali – Ellis ha trasformato Rio 18 in qualcosa di più di una semplice backing band tropicale. ”Haf”, terzo album pubblicato in poco più di un anno, conferma questa vocazione cosmopolita ma mette anche in luce alcune delle contraddizioni di un progetto che vive costantemente in equilibrio tra raffinatezza e dispersione. Registrato tra Londra e IL Galles, in parte su nastro analogico, e successivamente rifinito a Rio de Janeiro, “Haf” raccoglie l’eredità del precedente “Fontana Rosa” recuperando con maggiore decisione le radici brasiliane del debutto “Joia!” ed il coinvolgimento ideale del produttore e polistrumentista brasiliano Kassin sembra funzionare da catalizzatore di questo ritorno alle origini sonore.
L’inizio del disco è promettente. ’Tonnau Ar Tonnau’, omaggio dichiarato a Cassiano, si muove con classe dentro coordinate soul-funk brasiliane mentre Keep On Smiling gioca con ritmiche samba e choro lasciando spazio ad una scrittura che non sacrifica mai la melodia. Ellis continua a privilegiare l’atmosfera rispetto all’impatto immediato, una scelta coerente ma non sempre priva di conseguenze perché se da un lato “Haf” convince per gusto e qualità esecutiva, dall’altro evidenzia una certa tendenza alla dilatazione emotiva. Alcuni passaggi sembrano infatti privilegiare il colore sonoro più che la particolarità compositiva. La psichedelia tropicale di ’Gwenyn y Gwanwyn’ funziona grazie al suo spirito ludico e al richiamo ad Antonio Carlos e Jocafi, ma altrove, soprattutto nella parte centrale, il disco rischia di adagiarsi nella propria eleganza anche se nel suo genere rimane un prodotto raffinato.
Il disco cresce di livello grazie agli ospiti. La presenza della cantante anglo-brasiliana Nina Miranda in ’Shades of Red’ introduce sfumature sofisticate, quasi da colonna sonora anni Settanta, mentre Miriam Isaac – nuova voce della famiglia Rio 18 – aggiunge un’anima rhythm’n’blues che arricchisce sensibilmente l’insieme. Brani come ’Como Te Amo’, irresistibile esplosione latin-soul, e la delicata ’Whistling Sands, dedicata ad una spiaggia del nord del Galles, rappresentano alcuni dei vertici emotivi dell’album. Ellis non cerca l’effetto world music come testimonia la salsa soffusa di ’Bella Estrella’ o l’andamento contemplativo di ’Lagrimas Frias’ ed è abile nel costruire paesaggi sonori credibili, privi di artifici folkloristici e decisamente originali.
La dedica finale ad Haf Morris, insegnante di musica che ha segnato la formazione di Ellis, aggiunge una chiave emotiva importante ad un lavoro che appare profondamente personale. E forse è proprio qui che si trova il cuore dell’album: non nell’ambizione di reinventare i linguaggi latino-brasiliani, ma nella volontà di abitarli con rispetto e sensibilità. “Haf” non è il disco più immediato né probabilmente il più incisivo della discografia di Carwyn Ellis & Rio 18 ma risulta pieno di intuizioni melodiche e di arrangiamenti raffinati. Un album che preferisce insinuarsi lentamente piuttosto che conquistare al primo ascolto.
Articolo del
21/02/2026 -
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