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Album molto godibile e ricco di energia per una musicalità che spazia dal jazz al funk, dalla fusion alla world music e reinterpreta alcuni temi portanti di grandi colonne sonore cinematografiche.
Il disco si intitola Journey To Rhodos ed è firmato dai Fadita, un gruppo quanto mai eclettico, guidato dal bassista e compositore Fabio Di Tanno. La band è composta anche da Sigi Beare, al sax alto, da Francesco Felici, al sax tenore, da Nicola Tontoli, al piano e alle tastiere e da Angelo Carmignani, alla batteria.
Il quintetto dei Fadita garantisce un intrattenimento colto, capace di esplorare tendenze musicali diverse e in questo caso ci conduce con la mente in un viaggio verso Est, dove sonorità orientali incontrano un approccio tipicamente mediterraneo.
Un lavoro in cui la contaminazione regna sovrana, grazie anche ad un pregevole interplay fra tutti gli strumenti presenti in sala di incisione. Si parte dall’Italia in direzione Rodi, il luogo dove nasce il sole e dove si fondono musicalità diverse fra loro. L’isola, un tempo famosa per il suo Colosso, una statua enorme dedicata ad Apollo, è il simbolo del passaggio verso l’Oriente, con tutto quello che comporta sotto il profilo musicale.
Ci sono piaciuti molto brani come “Arya Sura”, “Bumblebee Funk” e “Journey To Rhodos”, tutti composti da Fabio di Tanno, ma l’impatto diventa davvero notevole quando ascoltiamo la rivisitazione di grandi successi come “Impressions” di John Coltrane, come “So What”, di Miles Davis, o ancora come “Indagine Su Di Un Cittadino Al Di Sopra Di Ogni Sospetto”, di Ennio Morricone, arrangiati in una chiave interpretativa davvero fantastica.
Su questo album, dal punto di vista stilistico, i Fadita ci ricordano molto le cose che propone Enrico Gabrielli con i suoi Calibro 35: stessa impostazione, stessa energia e tanta voglia di abbattere gli stupidi confini che dividono il mondo. Da ascoltare ad alto volume
Articolo del
09/03/2026 -
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