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Un romanzo dark, decadente, un antagonista della realtà deludente e deteriorata. Un protagonista deluso che gestisce il suo viaggio senza bisogno d’altre presenze. Uno spettatore come tanti, con il suo biglietto d’ingresso timbrato dall’alto, non richiesto e mal gestito, ma con tutte le intenzioni di guardare lo spettacolo fino alla fine, nonostante la si desideri ardentemente: “la fine”. Uno spettacolo che capisce, critica e odia. Un personaggio affetto da una malattia di mancato inserimento, da lui stesso auto diagnosticata: N.O.I.A. Attorniato da consuetudini e banalità di automi succubi di telecamere, costantemente alla ricerca di palcosceniche esistenze senza dignità pur di accrescere potere e lusso. Questa N.O.I.A. che sembra quasi vivere imprigionandolo in una sala di torture interna senza via di scampo e pietà. Vive nell’attesa della notte, “la dea madre notte”, che torni a scurire le rappresentazioni patetiche del giorno, e abbracci le anime nere che, come lui, percorrono il percorso di purificazione. Alla ricerca della loro porzione di bellezza, un ardente desiderio che si è obbligati a soddisfare, da edificare nella cenere di un lungo delirio esistenziale. Un dolore creato dai pensieri e ricordi respirando l’inquinamento quotidiano. Che si divincolano in “play” e “repeat”, termini da lui spesso inseriti, fino ad un tanto atteso “stop” di fine nastro. Tasti incorporei per interrompere e far ripartire la mente. Il tutto nell’ambientazione musicale dark wave, Ebm e rock alternativo, che fungono da titoli dei capitoli, creando una colonna sonora in sintonia con lo stato mentale, un input a preparare l’immagine limpida dello stato emotivo. Nasce una sorta di registratore di parole cartaceo, che lui avvia e ferma descrivendo un’esistenza solitaria, triste e allo stesso tempo dolce e passionale. Intensa senza barriere. Abusando del suo corpo per esorcizzare gli incubi. Imprimere un dolore fisico distogliendo il dolore mentale. Un personaggio freddo e distaccato che cerca una libertà di fiaba senza lieto fine. Senza domani. La ricerca di un sonno eterno assaporando la passione della condivisione. Respirare lo splendore d’anime vere attraverso lo sguardo. Ammirandole. Unica soluzione per sconfiggere quel dolore. Una fame che viene saziata. “Liberami dal male” è la storia di un angelo nero caduto. Commovente e provocatoria che si imprime nelle menti e cuori dei lettori. Un’emozione che pagina dopo pagina porta ad abbandonarsi rapiti, in un processo inevitabile, dal suo cinismo e amore alternati che si contengono la scena di questa storia.
Titolo Liberami dal male Autore Presti Pietro Prezzo € 8,00 Dati 107 p., brossura Anno 2005 Editore Edizioni Clandestine Collana Narrativa tascabile
Articolo del
26/10/2006 -
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