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Il libro sulla leggendaria Motown, uscito per Arcana, non è una biografia e neanche una storia romanzata, ma una discesa nei meandri più profondi di una casa discografica che ha cambiato il corso delle storia. Più di trecento fittissime pagine in cui le varie figure chiave emergono prepotentemente, immerse in un contesto magico che si allontana dal pettegolezzo per abbracciare la schiacciante forza messa in piedi da Berry Gordy.
L’autore si muove agilmente descrivendoci l’enorme ambizione di Berry che, nella motorcity del 1939, fonda la Motown. Solo il tempo e la caparbietà di un nero, circondato dalla strapotere bianco, darà ragione a Berry, colonna portante assoluta della casa discografica indipendente più importante dell’epoca. I grandi classici ballabili (Baby You Got An Hold On Me, Dancing In The Street e My Girl) tutti rigorosamente e orgogliosamente incentrati sulla black music videro la luce lottando fra ego mastodontici, flop demoralizzanti e ricerca disperata di singoli vincenti, ottenuti attraverso modi più o meno leciti. Questo libro sviscera i punti cruciali che hanno reso la Motown l’etichetta capace di sdoganare quella musica senza tempo che avrebbe unito bianchi e neri. Il suo roster vantava le Marvelettes e Smokey Robinson passando per Dian(e)a Ross e Primettes. È davvero emozionante osservare da vicino personaggi del calibro di Marvin Gaye e un acerbo “little” Stevie Wonder combattere contro i giganti della Chess Records o della Sun Records di Sam Philips. Motown storia e leggenda è un libro sul capitalismo nero che vanta più di cinquant’anni di storia passata attraverso l’evoluzione della tecnologia e dell’America, vessata dal Ku Klux Klan, dalla lotta per l’affermazione dei diritti civili. I periodi di transizione legati alle dipartite, alla concorrenza rappresentata dalla Stax, potente etichetta distribuita dall’altrettanto navigata Atlantic Records, sono solo alcuni dei fantasmi contro cui il pugno di ferro di Gordy si è dovuto scontrare negli anni. Sebbene Berry sia uno schiacciasassi, un arrampicatore sociale tenace che modifica i contratti con i distributori, mira alla Tv e alla fine si trasferisce dall’amata Detroit a Los Angeles, il suo predominio inizia a cedere il passo proprio durante questo periodo che segna l’inizio del declino di questa magnifica avventura. L’ultimo periodo vedrà coinvolto il gigante discografico in una miriade di beghe legali per le royalties, le epurazioni dovute, gli scontri al vertice. Le idee s’impoveriscono, il roster si assottiglia e la Motown diventa una casa discografica sufficiente, se non addirittura mediocre, l’astro smette di brillare riservando qualche lampo sparso negli anni.
Un libro intenso e vero che emozionerà gli appassionati di questo sound e quelli che avrebbero voluto vivere in quegli anni. Imperdibile.
Articolo del
25/03/2011 -
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