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Una mappa chiara e completa per avventurarsi in un viaggio sulle vie di quello che era il panorama rock in Italia, nei mitici anni settanta. Questo è “Rock Map”, volume scritto da Riccardo Storti, fondatore del Centro Studi per il Progressive Italiano (CSPI) di Genova e già autore di quattro libri importanti, pubblicati sempre da Aereostella (Milano): “Codice Zena” (2005), “Tutti pazzi per Mozart” (2007), “New Trolls. Dal pesto al sushi” (2008) e “I Vangeli di Fabrizio De André” (2009). Il percorso si snoda lungo tutto lo stivale, toccando pressoché ogni regione, ogni città, ogni provincia, portando alla luce la realtà dei piccoli gruppi, senza dimenticare i cantautori e le band affermate a livello nazionale, come gli Area, la PFM, i Pooh, i Nomadi, i New Trolls, i Dik Dik. Questa guida di quasi 400 pagine, divisa in due sezioni - Lato A e Lato B, richiamando in un certo modo la struttura del vinile - è il prezioso frutto di una ricerca personale dell’autore, nata nel 2002, con il nome di “Progressive in Italia”, una sorta di diario di viaggio con lo scopo di raccontare la storia del progressive italiano e in questo caso suddiviso in aree geografiche, mettendo in evidenza i centri propulsori di particolari stili. Un cercare con entusiasmo e passione che ha portato a 375 dischi recensiti, 600 artisti trattati e una bibliografia di oltre 40 pagine. Storti ha saputo rendere un’analisi davvero ricca, illustrando nei dettagli una scena musicale estremamente brillante, innovativa e prolifica, ma, come sottolinea egli stesso nella prefazione, “in questo nuovo scritto sul Rock italiano non si cerchi la completezza. L’auspicio è quello di essere riuscito a offrire un ritratto, più o meno fedele, di cosa si ascoltasse e si producesse in Italia tra il 1967 al 1980. I libri come questo hanno, più che l’ambizione, la speranza di essere un punto di partenza.”
Articolo del
14/04/2010 -
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