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L'immaginario epico del ciclismo degli anni d'oro rivisitato con l'ironia che da sempre contraddistingue i Laurex Pallas, band che negli anni si è fatta notare per la capacità di una scrittura semplice ma mai banale, con contagiosi ritornelli pop che si attaccano in testa fin dal primo ascolto. ”La Prestigiosa Milano-Montreaux”, in uscita il 25 settembre e che verrà presentato dal vivo in anteprima martedì 29 alla Santeria di Milano,è il terzo capitolo della “Trilogia della fatica”, iniziata nel 2007 con “La Classicissima Coppi-Mèrcuri” e completata da “L’Ultima Liegi-Bastogne-Wembley” (2011). Ne parliamo con Carlo Pinzi, leader e fondatore della band.
Com'è nata l'idea di una trilogia sulla fatica?
Non è stata pianificata. È indubbio che la fascinazione per i concept album degli anni ‘60 e ‘70 ci abbia in qualche modo guidato. Il nostro immaginario è quello: normale che abbiamo perseguito i temi e i modi che ci stavano cari.
Siete appassionati di ciclismo?
Sì. Ma come ripetiamo fino alla nausea, quella del ciclismo è principalmente una metafora, siamo più appassionati di calcio, se dovessimo scegliere, ma niente come il ciclismo d’antan dà l’idea della fatica, dell’arrivare in cima con il proprio passo, senza mollare un centimetro.
Perché i titoli sono corse immaginarie?
Perché il ciclismo è anche rock. Il titolo dell’album, se ci badate, ha l’avvio in una città in cui si svolge una grande classica di un giorno. E l’arrivo in un santuario del rock (Montreux).
Quali sono le principali differenze tra questo disco e i due capitoli precedenti?
Abbiamo perseguito un’idea fissa: suonare in più possibile. C’è molto suonato, molti strumenti, molte linee, molti amici, molti strumenti. Volevamo un disco corale che risultasse anche “analogico”. Grazie all’aiuto di tutti i musicisti e di Antonio “Cooper” Cupertino in fase di registrazione e produzione pensiamo di avercela fatta.
Come sono nate le nuove canzoni?
Come sempre. Spunti individuali rielaborati ed ingrossati da un grande lavoro collettivo in fase di perfezionamento e arrangiamento. Ci piace lavorare a strati.
Nella scrittura seguite un iter prestabilito?
No. Di solito c’è un giro armonico di Carlo o una mia traccia vocale, un’idea melodica. Ma non abbiamo un pattern precostituito. Ci mancherebbe, ci annoieremmo troppo (ride ndr).
Sembrano brani leggeri e scorrevoli ma questo di solito è indice di un duro lavoro in fase di composizione. E' stato così? Oh yes, come direbbe Jannacci, vero maestro del genere. Ti basti pensare che in quasi tutti i pezzi convivono almeno 3 o 4 armonizzazioni vocali, alcune quasi nascoste per scelta in fase di mix, nel singolo “Magari fosse Vero” le armonie sono anche 8 in alcuni passaggi. Quanto detto per le voci vale chiaramente anche per il resto… I greci e i latini dicevano che la leggerezza è la cosa più difficile da raggiungere perché richiede profondità di pensiero. Speriamo sempre di essere leggeri, dunque.
Al di là del “cocktail” del comunicato stampa, avete anche altri riferimenti musicali?
Beh, non sono proprio pochi i riferimenti del “cocktail” (ride ndr). Comunque si tratta dei grandi cantautori per qualche motivo considerati minori, del rock dagli anni 60 ai primi 2000, del new-folk e di tutto ciò che ci sconfinfera. Grazie a Dio continuiamo ad andare ai concerti, a comprare dischi (in vinile) di tutto ciò che ci garba, dalla band emergente alla super formazione acclamata. Siamo affamati e curiosi.
Cosa significa precisamente il vostro nome?
E’ semplicemente una carta d’identità: un nome ed un cognome. Immaginari. Per un personaggio immaginario che rappresentasse originariamente le anime dei due fondatori. Pallas è un modello di Citroen DS che Carlo si diverte a scovare e restaurare. Laurex deriva dall’incrocio tra la Laura petrarchesca (per via della mia passione per la poesia del Trecento) e Larry Lurex, primo pseudonimo con cui ha inciso dischi un certo Farouk Bulsara, noto alle masse come Freddie Mercury.
Sarete in tour a breve?
Sì. Vi terremo informati tramite la nostra pagina Facebook. Per ora vi invitiamo alla doppia presentazione, il 29 settembre in Santeria a Milano per un set acustico e il 10 ottobre al Carmen Town a Brescia per il disvelamento in elettrico del disco.
Anche dal vivo gli arrangiamenti saranno gli stessi o saranno più minimal? Ho letto che sul disco hanno collaborato molti ospiti.
Sarà per forza una cosa più minimal! In un pezzo avevamo a disposizione una banda di trenta elementi, per farti un esempio; chiaramente non potremo viaggiare in 35, nemmeno i Chicago o l’Electric Light Orchestra sono arrivati a tanto (ride ndr). Ad ogni modo siamo in sei ed abbiamo un furgone capiente, quindi ci divertiremo un sacco!
Coppi o Bartali?
Coppi. Era un principe della zolla. Come noi, senza falsa modestia.
Articolo del
29/09/2015 -
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