|
Non poteva passare inosservato e l’occasione era troppo ghiotta. Il 3 novembre 2013 è stato il gran giorno del trionfale ritorno dei Queens Of The Stone Age in Italia, ma non solo. Josh Homme e soci erano in ottima compagnia, infatti insieme a loro si sono esibiti anche i Band Of Skulls. Il trio garage originario di Southampton si può definire inglese solo di passaporto, infatti sia il disco d’esordio, Baby Darling Doll Face Honey, caratterizzato da tipiche sonorità rock-blues, che il secondo lavoro, Sweet Sour, fortemente influenzato dal tour con i Black Rebel Motorcycle Club, strizzano molto più l’occhio allo stile stelle e strisce che non a quello brit.
Li abbiamo incontrati nel loro camerino al Mediolanum Forum, con il soundcheck dei Qotsa a farci da piacevole sottofondo.
Essere inglesi, ma suonare con uno stile americano, vi ha aiutati nel muovere i vostri primi passi nel vostro Paese o no?
Russel Marsden: Direi proprio di no, ma in compenso ci ha aiutato ad approdare prima in America, la storia però ci insegna che ci sono tante grandi band inglesi che sono diventate grandi suonando con questo stile ed in noi è forte la determinazione per diventare una di queste.
Come i Led Zeppelin quindi?
RM: Esatto.
Vi arrabbiereste se vi definissi “i Black Rebel Motorcycle Club inglesi”?
Matt Hayward: Uhm no. Siamo stati in tour con loro e ci hanno influenzati abbastanza, quindi ci sta bene! RM: Sì, sarebbe un complimento, perché non sono solo una grande band rock’n’roll, mettono davvero l’anima in quello che fanno e li stimiamo molto.
So che tra poco uscirete con un nuovo album, ho sentito solo il primo singolo "Asleep At The Wheel", come sarà il resto?
Emma Richardson: Penso che sia il miglior lavoro che abbiamo scritto insieme, ci siamo presi diverso tempo per farlo e pensiamo che sia buono, ha dei bei riff e tutto il resto.
E’ più simile al vostro primo o secondo disco? Oppure è completamente diverso?
RM: Credo che unisca gli elementi che caratterizzavano entrambi i nostri due dischi. La grande differenza è che questa volta abbiamo lavorato con un diverso produttore, Nick Launay (già produttore tra gli altri di Arcade Fire e Nick Cave And The Bad Seeds ndr), che ci ha lasciati molto liberi di fare.
Suonerete qualcuna delle nuove canzoni durante questo tour di supporto con i Queens Of The Stone Age?
MH: Certo, credo che faremo un buon mix tra tutto quello che abbiamo fatto e le cose nuove, è vero pure che i nuovi brani non li abbiamo ancora mai fatti dal vivo, ma questa è la condizione migliore per sperimentarli, anche perché il vantaggio di suonare come gruppo di apertura è che gran parte del pubblico non ci conosce, quindi non fa differenza se suoniamo pezzi nuovi o vecchi.
Qual è la band inglese più sopravvalutata in questo momento?
RM: I Band Of Skulls! (ride) Non saprei, ci sono molte band che ci piacciono e altre che invece non ci fanno impazzire, però ci piace ascoltare e vedere anche gente diversa da noi, per esempio di recente abbiamo visto gli Arctic Monkeys, che mi pare incredibile come siano riusciti a stabilire una connessione con i Qotsa, ma ad ogni modo ci sono piaciuti.
MH: Alla fine siamo consapevoli che è talmente difficile emergere nell’industria musicale oggi per le giovani band che ci fa piacere per chiunque ci riesca.
Vi considerate ancora un gruppo underground o ormai vi sentite dentro al panorama mainstream?
RM: Non credo che mi sentirò “mainstream“ finché non farò un tour di stadi! Le cose vanno bene, ma rimaniamo un gruppo indipendente. MH: Esatto, siamo indipendenti e così vogliamo rimanere, perché siamo liberi di fare quello che vogliamo senza che nessuno ci dia suggerimenti o voglia direzionarci dall’alto.
Avete una band da raccomandare a chi vi segue?
MH: Sì, i Broken Hands! Siamo andati in tour insieme e non solo sono forti dal vivo, ma anche dei fantastici compagni di viaggio. RM: Mi piace viaggiare con altre band che provengono dalla nostra stessa area, lo trovo interessante perché ti tengono aggiornato sui movimenti e le evoluzioni nella scena da cui proveniamo.
Se poteste viaggiare indietro nel tempo solo per vedere un concerto, quale andreste a vedere?
MH: Led Zeppelin al Madison Square Garden, 1973! O Rolling Stones ad Hyde Park...
Quello del 1969 o quello di quest’estate?
MH: (Ride) No, no... il primo! RM: Eh sì, anche perché all’ultimo ci siamo andati.
Avete mai litigato con qualche altra band?
RM: Sì, con i Broken Hands! (ride) MH: Mi piacerebbe avere qualche pazza storia da raccontarti, ma la verità è che ci siamo sempre trovati alla grande con tutti quelli che abbiamo incontrato!
Vi piacerebbe essere insultati da Liam Gallagher?
MH: Sarebbe fantastico!
Twitter: @MrNickMatt
Articolo del
08/11/2013 -
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
|