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I Perizona Experiment, band di Pescara che nasce intorno al 2000 e che si è sempre mossa nell’underground più colto e sperimentale, realtà affascinante del panorama musicale indipendente italiano, è uscita a fine 2025 con “25”, raccolta celebrativa pubblicata per festeggiare appunto i venticinque anni di attività.
Punto di raccordo fra il loro passato e il possibile futuro, “25” conclude il silenzio discografico del gruppo con otto brani provenienti dalla loro eclettica produzione musicale.
I Perizona Experiment, la cui formazione è mutata più volte nel tempo, si muovono nell’underground sperimentale, dopo essere partiti da uno space rock contaminato da tratti psichedelici, ed essere transitati per territori musicali più complessi e financo spirituali, arrivando a quello che può essere considerato il loro lavoro più significativo: “Ora è sempre” (2006).
Con “25” la band ripropone quindi otto tracce del loro repertorio, fornendo così all’ascoltatore un interessantissimo mix che unisce varie ibridazioni del rock (psychedelic rock, stoner rock, ritmi motorik), sconfinando anche nel rap.
Se si vuole i Perizoma Experiment sono in qualche modo una prova che in Italia esiste una musica alternativa con radici profonde, della quale questo gruppo è un esponente di spicco, insieme ad altri gruppi come i Verdena o i Julie's Haircut.
“25” offre pezzi di un certo rilievo musicale, con alcuni punti chiave.
“Mein Kampf” con gli interessanti intrecci armonici fra le due chitarre sui quali si inserisce il basso e quindi la batteria, le sospensioni che rendono oltremodo interessante il ritmo interessante, le scansioni interruttive operate dalla chitarra, così da ottenere un discreto effetto ipnotico, rendono questo pezzo brioso e di spinta, un rock cerebrale ma potente.
“Lochness”, intro di chitarra leggermente distorta che conduce fino a una parte più tranquilla, dove l’onda lunga delle sonorità precedenti rimane nell’aria mentre si fanno spazio accordi ripetuti di chitarra che fanno da trama a una melodia oscura con salti melodici notevoli, quasi a dare un senso di oscillazione estrema, verso la chiusura una rincorsa di suoni, ritmicamente scanditi.
“Orgon Blunt (Part 2)” la voce si muove tormentata fra sonorità vaganti, sfilacciate, un pezzo molto lungo, che chiude comunque in modo più aperto.
“15 Grammi” “Affonda le tue mani nell’impasto cotto a dovere” ... una rincorsa musicale, una rincorsa di parole, ipnotico e contemporaneamente rap ... melodie vagamente orientaleggianti ... e il successivo “Medical Marijuana” belle sonorità di chitarra, ben scandito, un rock vintage che dopo un po’ sfocia in una parte più lenta, per poi riprendere il ritmo precedente, nuovo rock, nuova parte lenta che chiude nei riverberi.
Interessanti i suoni flaboyant di “Politicheis (part 1)” con melodie appena accennate su sottofondi post-rock.
L'ascolto si apre con “Mein Kampf”, un brano caratterizzato da raffinati intrecci armonici tra le chitarre su cui si innestano progressivamente basso e batteria; qui, l'uso sapiente delle sospensioni e delle scansioni interruttive della sei corde genera un effetto ipnotico, dando vita a un rock cerebrale, brioso e di grande spinta. Questa tensione evolve nelle atmosfere di “Lochness”, dove un’intro di chitarra leggermente distorta traghetta l'ascoltatore verso una sezione più rarefatta; l'eco delle sonorità precedenti resta sospeso nell’aria mentre accordi ripetuti tessono la trama di una melodia oscura, segnata da salti melodici estremi che sfociano in una rincorsa ritmica finale.
Il tormento espressivo emerge con forza in “Orgon Blunt (Part 1)”, traccia dalla durata generosa in cui la voce vaga tra sonorità sfilacciate e rarefatte, trovando però nel finale una risoluzione più aperta. Si cambia registro con l'incedere di “15 Grammi”, una rincorsa ipnotica di parole e musica — emblematica la frase "Affonda le tue mani nell’impasto cotto a dovere" — che mescola attitudini quasi rap a suggestioni orientaleggianti focalizzandosi sul significato del pezzo.
Il viaggio prosegue con “Medical Marijuana”, un rock vintage dalle chitarre ben scandite che gioca su un’alternanza dinamica tra momenti di spinta e pause riflessive, per poi spegnersi dolcemente nel riverbero. Infine, l'album tocca vette di particolare ricercatezza sonora con “Politicheis (part 1)”, dove suoni vividi e quasi "flamboyant" accompagnano melodie appena accennate su un tappeto post-rock di grande eleganza.
Stilisticamente diverso dagli altri “L’Infingarda Pescara”, basato su un racconto di John Mura, con il quale ci si sposta verso un folk etnico, surreale, che dopo la parte ritmicamente scandita passa a una parte ben più distesa, dove le sonorità richiamano vagamente quelle di Caravanserai di Santana e la voce si perde fra urla di gabbiani.
“25” è un ascolto pressoché obbligatorio per gli anticonformisti della musica, per coloro che non si curano delle mode e dei successi commerciali e vogliono ascoltare sonorità autentiche, che trasportano lontano.
TRACKLIST 1. M.K. 2. Lochness 3. Orgon Blunt (Part 2) 4. 15 Grammi 5. Medical (Part 1) 6. Full Moon Vibe 7. Politicheis (Part 1) 8. L'infingarda Pescara
Articolo del
28/01/2026 -
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