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Tra i nomi di cui recentemente si è più parlato sulla stampa e tra gli appassionati di musica di qualità quello di Devendra Banhart spicca e non solo per il fatto che in sè sia strano e fuori dal comune, risultato di uno strano incrocio tra Venezuela, India e Stati Uniti. Devendra Banhart ha fatto parlare di sè, facendosi definire senza troppi giri di parole come un genio, semplicemente per la sua musica; un concentrato fortissimo di emozioni che rimandano agli anni '70 e ai colori di un mondo che non esiste più, un mondo che vive di sogni. Devendra è un genio, ma non diteglielo perchè si emozionerebbe troppo e canterebbe ancora più sottovoce di quanto già non faccia. Devendra Banhart torna in Italia per la quarta volta in due anni dopo il successo riscosso dai due album "Rejoicing In The Hands" e "Nino Rojo", dischi che ripercorrono la strada dei grandi cantautori americani, ma con in più una inedita originalità. Quello che meraviglia di Devendra Banhart è la sua complicatissima semplicità artistica di canzoni leggere, in cui la sola chitarra acustica va a creare un mondo che sta a metà strada tra il deserto e la psichedelia, il glam rock di Marc Bolan e la ricerca di se stessi di Bonnie Prince Billy, tra la tradizione roots-blues del sud degli Stati Uniti e ballate strappacuore. Un autore la cui magia da disco colpisce ma che dal vivo diventa un qualcosa di inspiegabilmente contagioso ed emozionante; tra i commenti raccolti tra il pubblico numeroso di un precedente live milanese c'era chi diceva di aver provato le stesse sensazione della prima volta che Neil Young era venuto in Italia per suonare davanti a poche persone, una presentazione forse eccessiva ma che di certo rende l'idea di quanto sia grande la capacità e la creatività di questo artista californiano che ora vive a New York. Devendra Banhart è un caso discografico, un artista genuino, libero e fantasioso come pochi in circolazione. Un personaggio curioso che conquista per il suo fare totalmente assente e fuori da ogni luogo definibile, sembra sospeso per aria con la sua chitarra sgangherata a raccontare le storie più assurde che gli passano per la testa; storie di tutti i giorni, immagini che si direbbero come viste da un bambino particolarmente acuto. Devendra Banhart è assulamente un genio genuino che va scoperto, una scommessa certa per il futuro prossimo della musica indipendente più poetica ed interessante in circolazione.
Devendra Banhart chitarra e voce, Andy Cabic chitarra e voce, Adam Forkner chitarra, Alissa Anderson violoncello e basso, Jona Bechtolt batteria
MONOGRAFIE: Devendra Banhart live @ Circolo Degli Artisti – Roma, 28 maggio 2004
MONOGRAFIE: Devendra Banhart live @ Alpheus - Roma, 8 ottobre 2004
RECENSIONI: Devendra Banhart - Rejoicing In The Hands
DEVENDRA BANHART live in ITALIA:
17 luglio a Palermo @ Piazza Magione;
18 luglio a Roma @ "ROMA INCONTRA IL MONDO" a Villa Ada (Via di Ponte Salario, nei pressi della via Olimpica); Ore 22 - Biglietto euro 8,00;
19 luglio a Faenza @ Rocca di Modigliana
Articolo del
17/07/2005 -
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