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Phil Spector
Spector: colpevole o innocente?
Los Angeles
23/06/2003
di
Fabrizio Biffi
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La notte del 2 febbraio 2003 Lana Clarkson viene trovata assassinata nella lussuosa abitazione di un personaggio di cui molti ignorano la rilevanza nel mondo del rock. Phil Spector è una figura che vale molto nell’establishment della musica inglese ed americana, sin dai tempi in cui si muoveva tra Lennon e McCartney, insinuando (qualcuno sussurra) le prime crepe in quella faglia che avrebbe portato alla distruzione dei Beatles. Produttore e musicista, affarista e gran consigliere, Spector è un genio pazzo del rock’n’roll i cui meriti rimangono indiscussi. Sono sue alcune delle migliori intuizioni degli anni settanta, dalla collaborazione con John Lennon post Beatles al grande exploit dei Ramones e di decine di altri gruppi seminali del rock anni ottanta. Da allora poco si è più saputo di questa vera e propria eminenza grigia della musica, fino a quando 5 mesi fa è risuonato il colpo nella sua casa che ha ucciso la Clarkson. Vanity Fair, il magazine americano, ritorna proprio sui fatti di quel 2 febbraio raccontandoli minuto per minuto con un ampio reportage da cui emerge la vera natura di un personaggio definito dai suoi stessi figli adottivi come uno “psycho”. Lui stesso sembra aver ammesso in un momento di lucida follia “prendo delle medicine contro la schizofrenia, ho una personalità bipolare, sono io il mio peggior nemico…” Adesso Spector è nascosto in una località segreta in attesa del processo. La tesi difensiva, sostenuta dall’avvocato Shapiro (lo stesso di O.J Simpson) punta alla tesi del colpo partito in maniera accidentale. Chissà se finirà nello stesso modo per Spector come andò liscia all’ex campione di football americano….
Articolo del
23/06/2003 -
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