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Pete Townshend
Arrestato Pete Townshend
Londra
14/01/2003
di
Susanna Ascenzi Barberini
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Era qualche giorno che circolava il nome di una "famosa rockstar" coinvolta nell'ambito di un'inchiesta di Scotland Yard sul mondo della pedofilia denominata "Operation Ore". Poi è stato lo stesso Pete Townshend, chitarrista del leggendario gruppo the Who, a farsi avanti e a dichiarare di essere stato lui, nel corso di "ricerche" effettuate ai fini di un'autobiografia che sta scrivendo, ad entrare in un sito a pagamento per pedofili. Questa coraggiosa presa di posizione non gli ha evitato l'arrivo in casa degli ispettori di Scotland Yard, che hanno perquisito l'appartamento di Townshend per poi porre il chitarrista in stato di fermo "perché sospettato di possesso di fotografie oscene di bambini, di avere scattato fotografie oscene di bambini e di avere favorito la diffusione di immagini oscene di bambini", secondo un portavoce della polizia. Townshend è stato rinchiuso in una caserma della polizia. Dopo un'ora e 20 minuti di interrogatorio è stato liberato dietro il pagamento di una cauzione. Il suo avvocato, John Cohen, ha dichiarato che Townshend ha respinto ogni accusa a suo carico, e che resta a disposizione per eventuali chiarimenti. In un articolo pubblicato ieri sul Sun (visionabile su www.thesun.co.uk) l'artista aveva dichiarato di provare una forte ripulsa verso i pedofili, a causa di molestie che ritiene di aver subito durante l'infanzia da una nonna materna mentalmente instabile. E' un fatto che il tema delle molestie sessuali è presente nell'opera degli Who, in particolare nel concept "Tommy" del 1969: in un passaggio del quale i genitori del protagonista, un bambino cieco e sordomuto, lo lasciano alle cure di uno "zio Ernie" decisamente inquietante: "Do you think it's alright", chiede la madre al padre - "to leave the boy with Uncle Ernie?" ("Pensi che vada bene lasciare il ragazzo con lo zio Ernie"). Comunque ne esca, l'accusa per Townshend è di quelle infamanti. Tanto più che i giornali inglesi hanno già iniziato la campagna di denigrazione (es.:"la casa da 15 milioni di sterline della rockstar pedofila"...). Il titolo più gettonato, in questi giorni, è (messo in bocca a Townshend) "I Can Explain", posso spiegare, parafrasi di una delle prime canzoni degli Who, "I Can't Explain"...
Articolo del
14/01/2003 -
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