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Fioccano scintille tra gli organizzatori dell'(ottimo) Festival Frequenze Disturbate 2005 (DNA Concerti) e il mensile Mucchio Selvaggio, ex-sponsor della rassegna. E noi, pettegoli come siamo, non ci lasciamo scappare un'occasione come questa...
Quest'estate pare che al festival, DNA Concerti avesse fatto circolare un volantino un po' polemico nei confronti del Mucchio, che DNA stessa con un comunicato email ha provveduto (oggi) a ribadire il punto:
"Alcuni di voi si saranno accorti (e approfitto per farlo notare agli altri) che manca quest’anno da frequenze uno dei soggetti che sin dalle prime edizioni, e in particolare nelle ultime, era stato presentato come uno dei massimi artefici della reassegna: il Mucchio Selvaggio. La sua assenza non è casuale, ne è frutto della semplice scelta di legarsi ad altri media partner per questioni di convenienza: IL MUCCHIO E’ STATO BANDITO DA FREQUENZE DISTURBATE, per ragioni eccezionalmente gravi che credo meritino di essere conosciute. Il Mucchio, nella persona della sua direttrice Daniela Federico, non solo si è reso colpevole di un clamoroso inadempimento degli obblighi assunti (in parole semplici, non ci è stato corrisposto il contributo economico pattuito), ma anche, fedele alla propria rivendicata vocazione di fustigatore degli ingiusti, ha avuto il coraggio di accusare DNA concerti di essere venuta meno ai propri obblighi, e verso il mucchio stesso, e verso il pubblico del festival, al quale avremmo propinato una manifestazione scadente e vendute una formula e una lineup che non avremmo poi mantenuto, scelte queste dalle quali il Mucchio energicamente si è tirato fuori. Peccato che il diavolo fa le pentole ma non i coperchi, e così questo tentativo di basso livello di evadere le proprie responsabilità economiche buttandola sull’etica si è rivelato a occhio nudo per quello che è basta dare un occhiata al numero 548 dell’allora settimanale, quasi interamente dedicato, come già in passato, al festival, con il solito generoso reportage sullo stand del Mucchio e i suoi padroni di casa, tutti intenti a sfoggiare sorrisi da un orecchio all’altro che non sembrano tradire alcun dolore o imbarazzo nel prendere parte ad una presa per i fondelli a danno dei loro preziosi lettori (il titolo recita: “panoramica su quello che è stato uno dei più interessanti eventi di questa torrida estate. QUANDO LA MUSICA SI FA CULTURA”). Perdonateci dunque se la successiva levata di scudi contro il festival tradito ci sembra una scusa un pò debole per tenersi stretti i soldi, e se abbiamo ritenuto opportuno tenere fuori da nostro festival questi campioni dell’etica ai quali evidentemente, come a molti loro simili, è meglio non dare (e non fare) credito."
Come inizio (o seguito) di polemica, non c'è davvero male. Pubblicheremo naturalmente anche la risposta del Mucchio, se dovesse essercene una. Come si suol dire, piatto ricco mi ci ficco. Come dire di no ad una infuocata schermaglia di tarda estate?
Articolo del
15/09/2005 -
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