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Bruce Springsteen
Il Boss e il Presidente
New York
29/07/02
di
Modernist
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Stanno destando parecchio scalpore in queste ore le dichiarazioni del rocker del New Jersey Bruce Springsteen in un'intervista al Times, in cui il cosidetto Boss elogia il presidente George W. Bush e la sua risposta agli attacchi dell'11 Settembre. "La guerra in Afghanistan è stata ben gestita", ha detto fra l'altro Springsteen, "E' stata risolutiva, una cosa che non mi aspettavo. Mi aspetavo molto meno da questa Amministrazione". La sorpresa nasce dalla tradizionale simpatia del Boss per il Partito Democratico, fatto che nel corso degli anni 80 lo portò più volte a impedire a candidati repubblicani quali Reagan e Bush Sr. di utilizzare la sua canzone "Born In The USA". Ma, d'alr canto, l'amore di Springsteen per la sua città "adottiva" New York è ben risaputo. Già nel primo album "Greetings From Asbury Park NJ" del 1973, Springsten incise una romanticissima "NYC Serenade". Logico, quindi, che dopo gli attentati alle Torri Gemelle, si sia sentito particolarmente colpito ed abbia appoggiato la risposta americana. Subito dopo il fatto, il Boss apparve in TV ad un concerto live benefico, per eseguire l'inedita "My City In Ruins", scritta di getto dopo l'11/9. La canzone in questione trova oggi posto nel nuovo LP "The Rising" (in uscita in questi giorni), una riflessione in musica sulla immane tragedia che ha colpito NYC e l'America in quella fatidica mattina di settembre. Che sta già, come previsto, vendendo milioni di copie in tutto il mondo...
Articolo del
29/07/2002 -
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