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E' morto, la mattina del 19 luglio in Florida, Alan Lomax, al'età di 87 anni. Il suo nome probabilmente non dirà nulla ai più giovani, ma Lomax è stato una delle figure chiave nella storia della musica americana, senza il cui apporto oggi, forse, il rock’n’roll e personaggi quali Bob Dylan non sarebbero mai esistiti. Fin dagli anni Venti del Novecento, infatti, Lomax, dapprima al seguito del padre e poi per suo conto, viaggiò in lungo e in largo per il Sud degli USA alla ricerca degli interpreti originari del folk e del blues. Grazie a un incarico della Biblioteca del Congresso, e munito di un pesantissimo registratore, riuscì a scovare i misconosciuti quanto talentuosi artisti che creavano arte dopo un duro lavoro nei campi di cotone o vagavano, chitarra in spalla, per il Continente alla stregua di veri e propri hoboes. Lomax riuscì così conservare per i posteri le forme originarie del folk, del blues e del bluegrass che altrimenti sarebbero scomparse o sarebbero state conosciute solo per sentito dire. Nello sterminato archivio lomaxiano finirono così cantautori quali Woody Guthrie e il galeotto Leadbelly, e un (all’epoca) giovane quanto misconosciuto bluesmen di campagna che in seguito emigrò a Chicago per diventare famoso col nome d’arte di Muddy Waters. A tutt’oggi, le sessions in cui Lomax, all’inizio degli anni 40 incise Waters e la sua prototipale versione di “I Just Can’t Be Satisfied” è , con il suo titolo di “Complete Plantation Recordings”, uno dei titoli più venduti del catalogo Chess/Universal, indispensabile per chi voglia approcciare il blues delle origini. Personaggio contraddittorio (sembra che si infuriò a morte con il manager di Bob Dylan nel ’65 a causa della svolta “elettrica” del cantautore di Duluth, che lui, da purista fanatico, non riusciva a concepire), Lomax si prese in vecchiaia un paio di belle soddisfazioni. La prima, nel ’99, quando il dj newyorkese Moby campionò per il suo album “Play” una vasta serie di frammenti tratti dai famosi nastri della Biblioteca del Congresso (rammentate “Oh…Lordy…”); la seconda nel 2000, con la pubblicazione della ultravenduta colonna sonora del film “O fratello dove sei?” dei fratelli Coen, un vero e proprio tributo a quel Sud degli States che Lomax frequentò e documentò da giovane. All’interno di quel Soundtrack Album sono inclusi due pezzi storici del canone lomaxiano: "Po Lazarus" di James Carter & Prisoners, e "Didn't Leave Nobody But The Baby" di Mrs. Sidney Carter in una versione eseguita da Emmylou Harris, Gillian Welch ed Alison Krauss. Pezzi evocativi di un tempo che fu, ma che furono fortunatamente incisi su nastro, per essere, oggi e sempre, disponibili per l’ascolto e l’eventuale ri/manipolazione da parte delle nuove generazioni di musicofili e musicisti.
Articolo del
22/07/2002 -
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