Con I Can’t Give Everything Away (2002–2016), in uscita il 12 settembre, si chiude la monumentale serie di cofanetti dedicata alla carriera di David Bowie, uno degli artisti più rivoluzionari e influenti della musica contemporanea. Il box raccoglie gli ultimi album di Bowie, da Heathen a Blackstar, un periodo cruciale in cui l’artista affronta con coraggio e profondità temi di identità, creatività e mortalità.
Il cofanetto, oltre a proporre tredici CD o diciotto vinili rimasterizzati, include un libro fotografico di 128 pagine (84 per la versione vinile) ricco di appunti manoscritti, disegni originali e fotografie esclusive di grandi maestri come Sukita, Frank W. Ockenfels III e Markus Klinko. Questo volume offre uno sguardo intimo e approfondito sul Bowie degli ultimi anni, con note tecniche firmate da Tony Visconti e il design di Jonathan Barnbrook.
Gli anni dal 2002 al 2016 segnano un momento di rinascita artistica per Bowie, che dopo una pausa di oltre un decennio torna sulle scene con Heathen, album che riporta in auge la collaborazione con Tony Visconti e richiama l’atmosfera berlinese degli anni ’70. Nel 2003, Reality segna un’ulteriore svolta, con Bowie che si concentra sul tour e su un suono più energico e diretto.
Dopo un lungo silenzio discografico, nel 2013 esce con The Next Day, un ritorno inaspettato che sorprende il mondo intero, dimostrando che Bowie non ha mai perso la sua capacità di innovare.
In quel periodo, Bowie si ritira progressivamente dalla vita pubblica, ma continua a lavorare in studio con riservatezza estrema, come ricorda Tony Visconti: “Ci siamo ripromessi di non dire a nessuno che stavamo lavorando a un nuovo album… David voleva creare senza pressioni, e far uscire il disco come una sorpresa totale”.
L’ultimo atto di questa straordinaria carriera è Blackstar, pubblicato il giorno del suo 69° compleanno nel 2016, un album audace e complesso che fonde jazz e rock in un lavoro carico di simbolismi e presagi (anche sulla morte). Registrato con un quartetto jazz guidato dal sassofonista Donny McCaslin, Blackstar è una riflessione intensa sulla vita e sulla morte, resa ancora più dolororsa dalla consapevolezza che Bowie stava combattendo in segreto una malattia.
Come lui stesso dichiarò in un’altra celebre frase: “I don’t know where I’m going from here, but I promise it won’t be boring”.
I Can’t Give Everything Away non è solo una raccolta musicale: è un tributo alla capacità di Bowie di reinventarsi e di guardare sempre avanti, fino all’ultimo respiro.
Articolo del
22/08/2025 -
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