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Renzo Arbore
“Gli European Music Awards, un regalo alla musica d’importazione”
20/11/2004
di
Fabrizio Biffi
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''Capisco la generosita' dello showbusiness italiano e di quanti amano l'ospitalita' che qualche volta porta turismo e altri vantaggi. Ma questa generosita' potrebbe essere barattata con una sorta di modesta reciprocita' verso il mondo artistico italiano''. Renzo Arbore commenta cosi' all'ADNKRONOS l'''invasione americana'' agli Mtv European Music Awards di Tor di Valle che hanno visto la cerimonia, che dovrebbe essere pur sempre un premio europeo, con undici premiati su 12 nelle categorie principali assegnati ad artisti americani con l'unica eccezione degli inglesi Muse, vincitori nel Best alternative act. ''Va rivisto con molta attenzione l'atteggiamento che abbiamo nei confronti della musica di importazione -dice Arbore che ieri sera non ha visto la cerimonia (''ho preferito andare ad un concerto'', spiega)- E' un atteggiamento troppo generoso rispetto a quello che hanno gli esportatori verso di noi. Quando noi andiamo negli Stati Uniti, e lo so sulla mia pelle, dobbiamo superare tantissime difficolta' per imporre la musica italiana''. Arbore precisa che ''non si puo' criminalizzare la manifestazione degli Mtv European Music Awards ma una riflessione va fatta. Non bisogna aspettare sempre di fare da cassa di risonanza alla musica id importazione, dovremmo studiare come fare perlomeno ad avere una moneta di scambio, ricordarci che esiste una musica popolare italiana ed europea in genere. Gli Stati Uniti hanno un protezionismo fortissimo nei confronti della loro musica, noi abbiamo invece un complesso di inferiorita' e ignoriamo che siamo la terza musica popolare del mondo''. ''Non abbiamo alcun tipo di riconoscimento internazionale -aggiunge Arbore- gli europei continuano ad essere ignorati, a parte qualche cantante spagnolo per teenager. Ma Paolo Conte e altri, che riempiono l'Olympia, sarebbe bene che fossero promossi un po' di piu' in questo tipo di manifestazione''. D'altra parte ieri i premi Mtv hanno messo il dito nella piaga della ''colonizzazione americana'' come gli stessi Muse, che pure hanno vinto nella categoria ''Best alternative act'': ''Ci vorrebbero piu' band americane'', ha detto Matt Bellamy, cantante del gruppo inglese. E non e' sfuggito che in scaletta il premio per il miglior artista italiano e l'esibizione di Tiziano Ferro sono andati in coda alla serata, certo non nel momento ideale per promuovere un artista.
Articolo del
20/11/2004 -
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