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Sarà che band emergenti quali The Rapture non perdono occasione per ricordarci di esserne stati influenzati; sarà che David Byrne continua, nei suoi tour - vedi anche le sue recenti date estive di Napoli e Roma - a riproporre classici quali "Psycho Killer" e "Life During Wartime". Sarà. I Talking Heads, una delle band seminali della new wave targata NYC a cavallo tra i 70 e gli 80, sembrano - finalmente - tornati di moda. A sottolineare che oggi del quartetto composto da Byrne, Harrison, Weymouth e Frantz non si può prescindere, arriva in questi giorni la ristampa - rimasterizzata ed expanded, come d'uopo - del classico doppio live del 1982 "The Name Of This Band Is Talking Heads". Il primo disco comprende una serie di performances registrate tra il 77 e il 79, con in più (rispetto all'album originale) ben 9 bonus tracks. Il secondo CD, invece, si concentra sul periodo più interessante della parabola dei Talking Heads, ovvero sul momento successivo al funky, poliritmico "Once In A Lifetime" del 1980, quando i TH andarono in tour con una formazione di 10 elementi e stupirono il mondo, Italia inclusa. Anche in questo caso, rispetto al disco originale, saranno presenti bonus tracks, ben sette. Contemporaneamente, la Rhino Records dà alle stampe anche una compilation "compatta" per neofiti, dal titolo "The Best Of Talking Heads". Contiene 18 pezzi, tra cui il primo raro singolo non presente su album "LOVE -> BUILDING ON FIRE", e un booklet d'eccezione, con foto inedite e articoli di commento di Moby, Ira Kaplan dei Yo La Tengo, e del fondatore della Sire Records Seymour Stein. Bella anche la copertina, peraltro, in perfetto "new wave style".
Articolo del
18/08/2004 -
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