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Metallica
Ecco il vero 'Monster' dei Metallica
15/07/2004
di
Fabrizio Biffi
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Tradizionalmente i film e i documentari dipingono le grandi bands alle prese con estenuanti tournée e registrazioni senza sosta di dischi memorabili. Non è questo il caso dell’ultimo film che vede protagonisti i membri dei Metallica alle prese con un complicatissimo momento di crisi che ha messo in discussione l’esistenza stessa del gruppo. "Metallica: Some Kind of Monster," è stato presentato in anteprima a New York venerdì 9 luglio e ha suscitato reazioni contrastanti. “La terapia ci ha salvato, questo è veramente demenziale” ha dichiarato Kirk Hammett, chitarrista storico della band. Il film documentario è la rappresentazione della crisi di mezza età di una formazione musicale, ma è anche la testimonianza (reale?) di un passaggio cruento nella storia delle amicizie dei componenti originali del gruppo. “Questo è un film che parla di rapporti umani e della crisi che attraversa i protagonisti di queste relazioni” ha detto Bruce Sinofsky, co-produttore della pellicola. Le riprese del film hanno inizio dal 2001 e coprono un arco temporale lungo due anni. “Alla fine siamo giunti ad un punto in cui era necessario tirare fuori tutto quello che avevamo dentro” ha dichiarato James Hetfield, cantante e chitarrista, ovvero colui che, a causa di uno stop forzato per disintossicarsi dall’alcolismo, ha di fatto condizionato l’attività dei Metallica obbligando l’intero gruppo a rimettersi in discussione. In realtà le riprese testimoniano qualcosa di più di una rivisitazione dei rapporti umani, andando a focalizzare il vero nodo per la sopravvivenza del gruppo nell’aspro e sotterraneo conflitto tra Ulrich e Hetfield. Il ritorno dei Metallica sulle scene, dopo alcuni anni di silenzio, si è rivelato un successo con la vendita, solo negli Stati Uniti, di oltre un milione e mezzo di copie di “St. Anger”. Joe Berlinger, secondo co-produttore del film, ha sottolineato come “molte persone hanno ancora in testa lo stereotipo delle rock bands come luogo di persone senza cervello dedite solamente al consumo dissennato di alcool e stupefacenti. I personaggi di questo film sono esattamente il contrario e dimostrano l’universalità di certi conflitti e la loro possibile soluzione. Alcune persone potrebbero essere ispirate da questa pellicola anche se non amano particolarmente questo tipo di musica”.
Articolo del
14/07/2004 -
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