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E' stata una settimana triste e decadente per il music business che gestisce gli umori delle grandi case discografiche e dei network televisivi. So di correre il rischio di essere tacciato di moralismo o, ancora peggio, di bigottismo. Ma la sequela di pacchetti confezionati 3 per 2 con cui si celebrano eventi musicali sotto mentite spoglie e premiazioni in serie, sembra essere tracimata nella più squallida decadenza. All'inizio c'era la trovata geniale di mettere insieme musica e moda, di sfruttare la potenza innovativa delle star del rock per associarle alla tendenze. Adesso c'è la semplice equazione: musica più marketing a tutto campo. Ecco che in ogni situazione si ripete lo stesso clichet di cui sono protagonisti quei quattro nomi, una vera e propria oligarchia, che monopolizzano le tv commerciali e i podi, più o meno riconoscibili, delle mille cerimonie sparse per il mondo. Ieri era il turno di quei Grammy Awards che, nel curriculum vitae di ogni artista pop e rock che si rispetti, valgono come un Master alla Bocconi. Di questa edizione, il music biz, ci fa ricordare solo l'assenza di Janet Jackson (squalificata per un turno dopo un preparatissimo strip insieme a Justin Timberlake di fronte a 150 milioni di americani che volevano vedere del football americano), e l'ennesima pagliacciata di Christina Aguilera che confeziona osannate apparizioni da pornostar sulla scia di una lunga serie di episodi targati "Agenzia Pubblicitaria d'Assalto". Il contorno, naturalmente, è concentrato nella serie di riconoscimenti e medaglie che sono finite sul petto del gruppo che ha sbaragliato ogni pronostico, quegli Outkast (miglior gruppo 2003) di Speakerboxx/ The Love Below che nessuno è riuscito ancora a scalzare dalla vetta delle classifiche USA. Timberlake ha vinto il premio del miglior album pop cantato, per Justified, e del miglior cantante pop per Cry me a river. Premi anche per i White Stripes (miglior album alternativo per Elephant, e migliore canzone rock per Seven Army Nation), e per i Coldplay miglior cd rock dell'anno con Clocks: Chris Martin, cantante del gruppo, ha dedicato il premio al probabile avversario di George W. Bush alle presidenziali del 2 novembre, il senatore del Massachussets John Kerry, "che speriamo diventi presidente un giorno". Cala il sipario e le agenzie di tutto il mondo incominciano a battere i tasti dello scandalo, avete visto la scollatura della presentatrice? ma come, non avete notato lo spacco della Aguilera?
Articolo del
09/02/2004 -
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