|
Sette anni. Tanto è passato dall’ultima volta che Trent Reznor è salito su un palco italiano. I tremila fortunati che riempiono l’Alcatraz sono probabilmente solo un campione dei fans che da tanto tempo attendevano un concerto dei Nine Inch Nails. Alle 19:00, quando il locale apre le porte, la coda non è ancora lunghissima: del resto (nonostante alcuni giovani darkettini simil-mansoniani dell’ultima ora sembrerebbero esser lì a testimoniare il contrario) i NIN non sono una band per adolescenti. Neppure per quegli adolescenti che seguono il suddetto Reverendo che lo stesso Reznor lanciò quasi 15 anni or sono. Ed a cui, un paio d’anni fa, soffiò il bassista che il mondo conosceva allora come Twiggy Ramirez. Il quale, appeso il rossetto al chiodo, si è oggi rimpossessato della sua identità, tornando ad essere Jeordie White.
Quasi due ore separano l’ingresso delle prime persone nel locale e l’apparizione sul palco, alle 20:45, del gruppo spalla, i britannici Ladytron. La band inglese suona un orecchiabile pop elettronico... Ma purtroppo lo fa senza alcun entusiasmo, e quando le due cantanti uniscono le loro voci, la sensazione è quella di assistere ad un’esibizione di una coppia di bambole assassine venute ad ucciderci prima che noi si abbia il tempo di vedere lo spettacolo per cui abbiamo pagato, atteso e sofferto. Ed a chi, assistendo a quell’unica performance dei Ladytron, si sia chiesto se per caso la sera del primo aprile fossero particolarmente giù di morale, posso assicurare per esperienza che il pubblico meneghino può ritenersi fortunato: ai loro compatrioti, lo scorso 11 marzo alla Brixton Academy, non han rivolto neppure le 5 o 6 parole che han riservato ai 3000 italiani.
Alle 21:30 la band lascia il palco ai NIN, che non si vedono per i successivi 20 minuti, che sembrano una tale eternità che qualcuno inizia a chiedersi se per caso quella data milanese non fosse semplicemente un pesce d’aprile a noi riservato da Trent Reznor e compagnia suonante. Finalmente, dieci minuti prima delle dieci le luci si abbassano e fanno la loro comparsa on stage i Nine Inch Nails, accolti da tutto l’entusiasmo di cui solo il pubblico italiano è capace. A sorpresa il tastierista Alessandro Cortini imbraccia la chitarra come Trent ed Aaron North (giovanissimo e scalmanato chitarrista dei NIN), e suona MR. SELF DISTRUCT in questa veste per lui inusuale. Sarà solo il primo dei numerosi momenti in cui l’italianità del tastierista verrà messa in rilievo (di lui Trent dirà ad un certo punto del live “è italiano, giovane… e sexy!!!!”). Il concerto è energia pura. Per quasi due ore Trent e compagni non si risparmiano e suonano uno dopo l’altro una serie dei loro migliori pezzi. Pare farla da padrone THE DOWNWARD SPIRAL in questo concerto in cui, oltre alla già citata MR. SELF DISTRUCT, i cinque suonano THE MARCH OF THE PIGS, HERESY, THE BECOMING, REPTILE ed ERASER, oltre all’immancabile, e sempre commovente HURT, suonata dal solo Reznor alla tastiera. Di WITH TEETH solo i due singoli ONLY e THE HANDS THAT FEEDS, entrambi immensamente migliori nella loro versione live. Preannunciano un grande cd SURVIVALISM e THE BEGINNING OF THE END, estratte dal prossimo YEAR ZERO. Nella loro data milanese i Nine Inch Nails non dimenticano neppure PRETTY HATE MACHINE (sarà effettivamente tratto da questo cd il brano destinato a concludere questa meravigliosa serata, HEAD LIKE A HOLE) e BROKEN.
Quello che a Londra mi era sembrato il più bel concerto a cui io avessi mai assistito sembra sparire di fronte alla serata dell’Alcatraz. Sembra davvero che il pubblico italiano abbia da dare qualcosa in più, e che a questo la band risponda, dando a sua volta molto più di quando non abbia dato nella già straordinaria data dell’11 marzo a Brixton. Sarà forse a questo che dobbiamo il bis di cui recentemente ci è arrivata notizia. Il 2 settembre i Nine Inch Nails saranno infatti di nuovo nella penisola in occasione del bolognese Independent Days Festival per quella che si preannuncia un’ altrettanto straordinaria serata.
Articolo del
07/04/2007 -
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
|