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Antony, l’artsy performer del nuovo millennio, concorre con Charles Atlas, avanguardista della media-dance, alla concretizzazione di un ricco manipolo di emozioni, quelle suggerite da “Turning”: una riuscita esperienza di Performing Art. L’orchestrazione da camera che accompagna Antony è composta da un trio d’archi, piano, basso e percussioni e prende il nome di “the Johnsons”, derivante da Marsha P. Johnson, travestito newyorchese che nel 1970 fondò la casa di accoglienza per travestiti STAR morendo tragicamente nel fiume Hudson e la cui immagine verrà rianimata in “River Of Sorrow”. Antony - compìto androgino le cui sembianze e movenze evocano ambienti tanto raffinati quanto disturbati - suggerisce, con “Turning”, un’esperienza in cui l’ascolto non è l’unica pratica di cui può godere lo spettatore. Non è art pour l’art, ma una performance dove il corpo dell’artista e la relazione con il pubblico costituiscono lo spettacolo stesso e trovano supporto nell’ingegnoso Live Editing di Charles Atlas. L’editor coinvolge tredici seducenti bellezze newyorchesi (Bianca Casady, Conie Girl, Harry, Honey, Dijon, Joie Iacono, Joey Gabriel, Kembra Pfahler, Nomi, Stacey Marck, Morisane, Sunny, Shiroma) per ipnotizzare lo spettatore con la sovrapposizione di espressioni, fiori ed elementi come è accaduto durante l’attesissima “Twilight”, durante la quale si mescolano un volto deciso e una nevicata di piume. Le nuove torch-songs di Anthony - che forma il gruppo the Johnsons dopo aver terminato il programma di Teatro sperimentale all’università di NY, debuttando nel 1997 con l’omonimo Anthony and the Johnsons - cantano più tematiche, dall’innocenza e intimità all’amore e trascendente, imprimendo all’opera un carattere quasi solenne. Ottimo il finale che gioca su un clima da salotto borghese a luci finalmente accese: Antony esprime la sua devozione per la sua icona Boy George con “You Are My Sister”; le tredici ragazze si accampano tra i musicisti con un apparente divertita intimità e il filmato proiettato sullo sfondo, di una sposa transgender che sorride, estingue l’opera e congeda il pubblico, “George was really the first reflection I saw of myself in the world, I saw him and thought, Okay, That’s what we do when we’re like this: we become singers”. "Turning" è prodotto da Forma and International Music srl, agenzia d’arte contemporanea leader in Europa, in co-commissione The Barbarican e Fondazione Musica per Roma e Romaeuropa 2006.
Articolo del
09/11/2006 -
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