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Di contrapposizioni se ne sono viste tante, sia in campo sportivo che musicale. Bartali vs. Coppi, Beatles vs. i Rolling Stones, Rivera vs. Mazzola, Duran Duran vs. gli Spandau Ballet… Rivalità a volte reali, più spesso artatamente inventate dai giornali per vendere più copie. La diatriba tra Oasis e Blur rappresentò però qualcosa di speciale, e fu in qualche modo unica, perché sfociò in una gustosa sfida al cardiopalma che consentì di dichiarare vincitori e vinti. Ma andiamo per ordine.
In Inghilterra nei primi anni ’90 Blur e Oasis erano – o si apprestavano a diventare – le due band più popolari. Pur avendo in comune, con il loro “Britpop”, un viscerale amore per gli anni Sessanta, possedevano dei background che li ponevano in antitesi: i Blur erano i classici bravi ragazzi di ceto medio-alto, con il leader e cantante Damon Albarn figlio di genitori artisti “liberal” e un po’ hippie, nato e cresciuto nella bambagia. Gli Oasis provenivano invece da un sobborgo di Manchester tipicamente "working class", e il loro songwriter Noel Gallagher aveva fatto una lunga gavetta nella fiorente scena mancuniana, lavorando anche come “roadie” per gli Stone Roses. Nel 1994 i Blur erano al top: “Parklife”, loro terzo album, era unanimemente considerato un capolavoro di quel genere che stava cominciando ad essere definito BritPop. Al loro confronto, gli Oasis erano dei “parvenu”: avevano appena rilasciato l’apprezzato esordio “Definitely Maybe”, e sgomitavano per poter accrescere la propria fama.
A dare inizio alla battaglia ci pensò Liam Gallagher – cantante degli Oasis e fratello minore di Noel, che in un'intervista rilasciata all’inizio dell’anno disse con tono di disprezzo:
"Cosa penso dei Blur? La cosa più gentile che posso dire di loro è NO COMMENT!!".
Nell’ottobre dello stesso anno, stuzzicato dall’intervistatore del mensile Vox, Liam affondò ancora di più il colpo, aggiungendo:
"Damon Albarn? Non mi piace per nulla e penso che sia un finocchio".
I Blur inizialmente non risposero alla provocazione, e anzi durante la cerimonia dei premi indetta dalla rivista Q Noel Gallagher e Damon Albarn furono visti fraternizzare senza alcun problema. Ancora: a febbraio ’95, quando gli Oasis vinsero i Brit Awards, Alex James (bassista dei Blur) dichiarò:
"Il premio degli Oasis è meritato".
A marzo Liam rilasciò un’intervista quasi rappacificante, dichiarando:
"Non mi piace la musica dei Blur, ma sono ragazzi OK: E' la stampa che continua a vederci rivali, non noi".
Ai primi di agosto 1995 la radio inglese "Radio One" telefonò a Damon Albarn alle 8 del mattino per fargli sentire in anteprima il nuovo singolo degli Oasis "Roll With It", che sarebbe stato pubblicato di lì a poco. E Albarn – che evidentemente non aveva mai dimenticato l’insulto rivoltogli da Liam - durante il ritornello della canzone iniziò a cantarvi sopra le parole di una (a suo parere simile) canzone degli Status Quo, definendo poi sprezzantemente "QUOasis" la band dei fratelli Gallagher.
C’era aria di “scontro” nell’aria, e scontro vi fu. Clamorosamente, il 14 agosto sarebbero usciti, in contemporanea, "Roll With It", nuovo singolo degli Oasis, e "Country House" dei Blur: quale dei due avrebbe raggiunto la posizione in classifica più alta? Ci furono accuse reciproche, da una parte e dall'altra, di aver anticipato volontariamente l'uscita del singolo per mettere i bastoni tra le ruote dell’altra band in vista del raggiungimento del n.1 in classifica. Alla fine il batterista dei Blur ammise:
"Si è vero, abbiamo anticipato noi l'uscita del nostro singolo, ma in questa storia gli Oasis non avevano nulla da perdere, bensì tutto da guadagnare, visto che noi siamo un complesso più importante di loro e abbiamo venduto più dischi".
La stampa non si fece pregare, e si buttò a pesce sulla storia dello “scontro finale” tra i due universi antitetici degli Oasis e dei Blur in una battaglia per la supremazia del nord contro il sud, “working-class oiks vs art-school wankers”. Iniziò il New Musical Express con una storica copertina datata 12 agosto 2005, in cui, sotto il titolo "British Heavyweight Championship", un cartellone di stampo pugilistico raffigurava Damon Albarn e e Liam Gallagher impegnati in una strenua battaglia per chi – quella settimana - avrebbe raggiunto la vetta delle classifiche britanniche. Tutti gli altri media seguirono a ruota e perfino la solitamente seriosa BBC si soffermò lungamente sulla disfida “Oasis vs. Blur” nel corso dei suoi telegiornali. Per una settimana nel Regno Unito non si parlò d’altro, per la gioia, soprattutto, delle agenzie di scommesse.
I risultati delle vendite furono annunciati la domenica successiva l’uscita, il 20 ottobre: aveva vinto “Country House” dei Blur (al n.1), con “Roll With It” degli Oasis al n.2, staccato non di molto: 274,000 copie vendute contro 216,000. Si parlò anche di un problema nel conteggio delle vendite, legato al difettoso codice a barre stampato sulle copertine di “Roll With It”. Noel Gallagher si spinse a dichiarare:
"Cazzo, noi pubblichiamo un singolo ogni tre mesi, ci facciamo un culo così per questa casa discografica e nella settimana più importante della storia della musica degli ultimi 30 anni, loro si fanno trovare impreparati."
Polemiche. Intanto, però, i Blur avevano vinto la battaglia, anche se la guerra era destinata a proseguire.
Il 18 settembre '95 si dovevano esibire in quel di Bournemouth, ma lo stesso giorno nella località balneare era programmato anche un concerto degli Oasis. I due campi interagirono per trovare una soluzione, vi furono ancora polemiche ed accuse reciproche. Il manager degli Oasis alla fine sbottò:
"Il 22 agosto abbiamo chiesto di spostare il loro concerto che era solo di 700 posti e di lasciar spazio al nostro che era di 4300 posti. Loro ci hanno proposto di spostare entrambi i gruppi il luogo del concerto, noi abbiamo accettato in buona fede e adesso si scopre che i Blur non cambieranno posto, ancora una volta il loro egocentrismo ha preso il sopravvento".
Un ulteriore motivo di tensione tra i due campi capitò in occasione del tradizionale singolo a sostegno della nazionale di calcio inglese per i Campionati Europei del '96: si ipotizzò di mettere nel lato A una canzone dei Blur e nel lato B una degli Oasis, ma Noel Gallagher stroncò sul nascere l’operazione:
"Dovranno passare prima sul mio cadavere per fare una cosa simile, noi siamo irlandesi (ironicamente). Che lo facciano i Blur. Loro si che sono inglesi."
Un vero e proprio “fattaccio” si verificò il 17 settembre 1995, giorno in cui Noel Gallagher fu intervistato dal settimanale "Observer". Dopo un inizio con il freno a mano tirato, il songwriter degli Oasis disse improvvisamente:
"Senti, i Blur sapevano benissimo che sarebbero arrivati al primo posto. A noi interessa essere i migliori dal nostro punto di vista."
E poi, continuando a parlare dei Blur:
“The guitarist I've got a lot of time for. The drummer I've never met -- hear he's a nice guy. The bass player and the singer -- I fucking hate them two. I wish the pair of them would catch AIDS and die. “Il chitarrista mi è simpatico, non conosco il batterista ma mi hanno detto che è un bravo ragazzo. Per quanto riguarda il bassista e il cantante, quelli li detesto. Spero che si prendano l’AIDS e crepino!…"
L’enormità delle dichiarazioni di Noel Gallagher, in un periodo in cui il “politically correct” era all’apice, fu subito evidente. Tutti i media – ovviamente – e molti personaggi di spicco del music-biz insorsero; in particolare, il portavoce dell'associazione per la lotta contro l'Aids dichiarò:
"L'idea che un complesso pop auguri ad un altro complesso una cosa raccapricciante come la morte è un'idea disgustosa. Mi chiedo cosa pensino i fans degli Oasis, alcuni dei quali magari sono affetti dal virus".
I Blur invece risposero semplicemente:
"Liam non dovrebbe più parlare per sempre. Visto quello che è riuscito a tirar fuori quello che dovrebbe essere il fratello intelligente, mi domando cosa potrebbe dire quello stupido?…"
Noel Gallagher fu invitato a ritrattare e a scusarsi e, dopo una settimana di silenzio, lo fece, rilasciando con aria contrita la seguente dichiarazione:
"Non volevo riferirmi e mancare di rispetto alle persone sieropositive o malate di AIDS. Volevo semplicemente dire chiaramente quanto non sopporto quei due. I malati di AIDS hanno tutta la mia solidarietà, non pensate che se fossi in grado di trovare una cura non l'avrei gia' fatto? Sono stato un idiota, ho detto quella stronzata e il momento dopo me ne sono pentito; ero ubriaco fradicio, ma ho subito capito che non avrei dovuto dirlo."
Gli Oasis donarono in seguito parte del loro ricavato di due concerti all'associazione contro l'AIDS in segno di conciliazione. Fu a questo punto che entrambi i gruppi capirono di essersi spinti troppo oltre, e cercarono di allentare la tensione rilasciando dichiarazioni concilianti. Liam Gallagher, per una volta, diede prova di ragionevolezza:
"Non vogliamo che qualcuno si faccia male. Conosco tantissima gente di Manchester pronta a scendere al Sud per far sputare sangue a quegl'altri. Siamo stanchi. Ne abbiamo abbastanza di certe stronzate. E a chi daranno la colpa? Non di certo ai Blur. Siamo noi che ci becchiamo la nomea di hooligans.. Ma adesso basta."
E anche Damon Albarn, in un'altra intervista, volle smorzare decisamente i toni della contesa:
"All'inizio era una faccenda divertente, se non altro come curiosità e come novità. Non siamo mai stati molto amici ma avevamo tutti la sensazione che sia i Blur che gli Oasis avrebbero fatto grandi cose e che quei litigi tra noi avrebbero giovato ad entrambe le formazioni. Adesso la guerra delle parole mi ha intristito. Dopo quello che hanno detto penso che dovrebbero riconsiderare le loro priorità. Se ci ripenseranno quando saranno diventati adulti, capiranno quanto sono stati idioti."
Aggiunse poi in un’altra intervista:
"A me gli Oasis piacciono e capisco perché la gente compra i loro dischi, vivo la contesa con distacco. E' colpa dei giornali inglese che si ostinano a vederci come delle classi sociali in lotta tra loro."
Per un breve momento l’antagonismo fu riattizzato da una estemporanea provocazione di Liam Gallagher che espresse il desiderio di “farsi” la allora ragazza di Damon Albarn, Justine Frischmann delle Elastica. Justine diede però segno di prontezza dichiarando:
"Liam's brains are as big as a hamster's. ...And I mean as big as a hamster's brain, not as big as the whole hamster." "Liam ha il cervello come un criceto. E intendo delle dimensioni del cervello di un criceto, non come un criceto intero".
Tutto si concluse con Liam Gallagher, che in tono da gentleman, disse alla stampa:
"Forse sono stato un po’ scortese quando ho detto alla ragazza di Damon di salire sul palco e mostrare le tette, ma lei è assolutamente bellissima."
Con la fine del 1995 la battaglia verbale tra le due bands pian piano andò a sfumare e, a parte qualche frecciatina qua e là, la competizione tra Oasis e Blur non fece più notizia. All’epoca sembrò che la disfida fosse stata vinta dai Blur, dato che il risolutivo “showdown” estivo si era risolto con il trionfo della loro “Country House”. Con il senno di oggi è invece possibile affermare che, se i Blur vinsero certamente una (importante) battaglia, la band dei Gallagher ha stravinto la guerra per la conquista dei cuori e delle menti degli appassionati di musica.
I dati e le varie polls che si sono succedute in questi anni parlano chiaro: i Blur dopo “Parklife” non sono più riusciti – forse con l’eccezione del singolo “Song #2” - a produrre materiale amato in egual misura da critica e pubblico, mentre gli Oasis nell’autunno di quel fatidico 1995 diedero alla luce “What’s The Story Morning Glory”, che andò a diventare il secondo album britannico più venduto (a tutt’oggi) di tutti i tempi, contenente fra l’altro il singolo “Wonderwall” destinato a surclassare in quanto a fama nazionalpopolare il pur conosciutissimo “Parklife”.
E poi, aldilà delle vendite e delle playlist dei club per karaoke, ci sono le polls delle varie riviste e giornali. Nel 1998 il mensile “Q” rese nota la classifica dei propri lettori relativa ai migliori album di tutti i tempi: “(What's The Story) Morning Glory?” si classificò all’ottavo posto, “Be Here Now” era al n. 13, “Definitely Maybe” al n. 14 e “Parklife” dei Blur solo al n.20. “Q” ha ripetuto l’esperimento cinque anni dopo, nel 2003: stavolta “Definitely Maybe” è comparso all’ottavo posto, “(What's The Story) Morning Glory?” al n. 22, e “Parklife” molto distaccato, al n.58. I lettori di “Q” sono stati chiamati a rivotare all’inizio di quest’anno, ma, mutatis mutandis, poco è cambiato: “Definitely Maybe” è considerato il 5° miglior disco di sempre, “(What's The Story) Morning Glory?” l’8°, mentre “Parklife” è salito al n.35. E anche la critica ha mostrato di prediligere gli Oasis ai loro rivali: il New Musical Express, in una lista dei migliori 100 album di tutti i tempi pubblicata nel 2003, ha assegnato a “Definitely Maybe” l’8° posto e a “Morning Glory” il 37°, mentre “Parklife” è solo al 50°. E’ andata un po’ meglio, ai Blur, nella recentissima poll dell’NME dedicata ai migliori 100 album britannici di sempre (pubblicata nel numero in uscita il 28 gennaio 2006): 6° posto per il loro “Modern Life Is Rubbish”, non troppo lontano da “Definitely Maybe” che però ha conquistato una esaltante 3a posizione. In questa classifica – per quello che vale – “Parklife” precede addirittura “Morning Glory”: rispettivamente al n.89 e n.92.
Articolo del
26/01/2006 -
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