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Eccoli gli Oasis. Quelli di "Wonderwall" cantata da Liam Gallagher, che sembra quasi diversa per come eravamo abituati a sentirla nella versione di Ryan Adams fatta da Noel. Quelli del tormentone "Idle" certamente, ma soprattutto quelli di "Aquiesce" e "Champagne Supernova", quelli che ti fanno cantare un intero Filaforum sulle note di "Masterplan" o "Rock’n’Roll Star". Sono tornati, e torneranno a quanto pare anche a Febbraio per altre due date, si parla di Firenze e Roma ma è da confermare; certo è che si è trattato di un grande concerto, con tutti in ottima forma, anche il pubblico provato dalla lunga attesa. In fila dalle dieci della mattina e compressi nelle ultime tre ore sotto i cancelli riusciamo a raggiungere la prima fila, dopo aver visto scontri con la sicurezza e i fans: lo spettacolo da qui è ottimale, siamo dal lato di Gem e Andy. Alle 20 aprono i Coral, il cui cantante si prende una bordata di fischi appena agita il tamburello, ma tutto sommato se accantoniamo per un attimo il pensiero ossessivo degli Oasis riusciamo anche ad apprezzare in questo contesto sei ragazzi che tengono il palco con serietà e professionalità: non sono certo degli improvvisati (hanno quattro dischi alle spalle) e infatti il pubblico mostra di sapere e conoscere il loro ultimo disco, quello per intenderci del tormentone “In The Morning”. Un piacevole intrattenimento quindi, che finisce alle 20 e 45, quando comincia ad approssimarsi il momento topico dell’ingresso in scena: poco dopo le 21 sulle note di “Fuckin’ In The Bushes” arrivano gli Oasis sul palco sotto le urla deliranti dell’intero Forum: saltando un attimo alla fine del concerto e a conti fatti possiamo dire che Liam (o Laiam, nome storpiato indegnamente da un’improbabile Simona Ventura a “Quelli che il Calcio”, nota trasmissione dove dovrebbero parlare solo di calcio e non anche di musica) è apparso in vena grazie alla sua ritrovata voce graffiata e sbiascicata, molto a suo agio nel botta e risposta col pubblico e prodigo nel mostrarsi nelle sue pose migliori proprio al bordo del palco; Noel da gran professionista (schivo nel firmare autografi all’uscita dall’albergo prima di Trl) quale è, di poche espressioni e parole, ci ha regalato una ritrovata "Masterplan" e una degna “The Importance Of Being Idle”, oltre “Mucky Fingers” e l’immancabile coro da stadio “Don’t Look Back In Anger, mentre il più piacione nel sorridere e dare feedback al pubblico è stato Gem Archer, con un perfetto look da McCartney del 1965 (quello dello Shea Stadium per intenderci). Andy Bell, essenziale come la sua maglia a strisce, sembrava essere lì per caso e questa è la sua bellezza, quella di fare il suo lavoro senza troppe pose modaiole, così come Zak alla batteria, che dopo qualche leggerissima incertezza iniziale ha picchiato duro sui tamburi per tutto il tempo. Torniamo quindi a noi e al concerto. La scaletta è pressoché la stessa delle ultime uscite, manca “A Bell Will Ring”, eseguita a Treviso, ma pare che “Guess God Thinks I’m Abel” abbia guadagnato la presenza fissa tra le primedonne; i classici non mancano, da “Live Forever” a “Cigarettes and Alcohol” (dedicata da Liam a Kate Moss forse per i suoi recentissimi accaduti) fino a “Morning Glory” e la potentissima Bring It On Down”, mentre l’apertura dopo la base di “Fuckin’ In The Bushes” è affidata come di consueto alla poderosa “Turn Up The Sun”, apripista anche dell’ultimo Don’t Believe The Truth. Insomma i soliti Oasis dei fasti, nessuna sorpresa, una grande macchina del suono e dello spettacolo, una grossa professionalità e attenzione a non tralasciare il passato per dare spazio alle cose nuove, una rinnovata voglia di dare qualcosa al pubblico (in tutti i sensi, perchè Liam lancia due tamburelli in pasto alla folla) e una ritrovata serenità canora del minore dei fratelli Gallagher, apparso abbastanza in palla con tutti i pezzi, compresa la massacrante cover degli Who “My Generation” dedicata a tutti i “Fookin’ Italian Mods”. A concerto finito la band è partita per la Germania ad esclusione di Noel Gallagher, che è rimasto a Milano per registrare la puntata di Trl (dove è stato dato risalto al prossimo singolo “Let There Be Love” trasmettendo per la prima volta il video) e Radio Dee Jay (dove ha eseguito il pezzo in acustico); le prossime date sono a Febbraio, confermate dallo stesso Noel che però non ha rivelato dove: staremo a vedere, per il momento resta il ricordo di un bellissimo concerto, quello della migliore rock band del mondo. La scaletta:
Fuckin’ In The Bushes Turn Up The Sun Lyla Bring It On Down Morning Glory Cigarettes and Alcohol The Importance Of Being Idle The Masterplan Songbird Aquiesce Live Forever Mucky Fingers Wonderwall Champagne Supernova Rock’n’Roll Star Guess God Thins I’m Abel The Meaning Of Soul Don’t Look Back In Anger My Generation
Articolo del
03/11/2005 -
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