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Una bolgia infernale degna del “set” de “La Notte dei Morti Viventi”, caricature paradossali e fantastiche come su “Rocky Horror Picture Show”, Dave “Vampire” Vanian alla voce nelle vesti del Conte Dracula appena sceso dalla nave proveniente dal Mar Nero, Monty Oxy Moron alle tastiere con una maglietta nera costellata da teschi e con una pettinatura e uno sguardo allucinato e folle da “Electric Frankstein” e infine lui, Captain Sensible, novello Tarzan biondo platino e con gli occhiali a specchio, con tanto di collanina di ossa appuntite e dentro un vestitino corto adamitico di finta pelle di leopardo dal quale spuntavano calzini corti, gambe pelose e scarpette da ginnastica… Tornano i Damned, un mito, una leggenda assoluta!!! -----------Per l’occasione, considerata l’assenza più che giustificata di Patricia Morrison, ex Gun Club e Sisters Of Mercy, alle prese con la piccola Emily, la bambina nata dall’unione con Vanian, il Capitano torna a maneggiare la chitarra solista, lasciando a Pinch e ad un altro ex English Dogs la sezione ritmica, e si comincia subito alla grande con “ Melody Lee” e con la splendida “ I Fall “ del 1977 tratta da “Damned Damned Damned” l’album di esordio della band. Problemi all’impianto voci e all’amplificazione “Perché diavolo non abbiamo fatto il soundcheck?” si lamenta un esasperato Monty Moron, perché siete andati a gozzovigliare in trattoria fino a tardi, potrebbe essere la risposta giusta, ma chi se ne importa si procede, il suono é sporco, le parole a tratti indecifrabili, ma va bene così! “Plan 9 Channel 7” con il “riff” distorto della chitarra di Captain Sensible che si infila nelle vene e la voce di Vanian , minacciosa ed oscura, che sembra provenire dall’Oltretomba. E ancora “Neverland”, “So Hot” e un esaltante “Fan Club”, scritta da Brian James, il chitarrista originario che non ha inteso partecipare alla “reunion” della band, resa possibile dall’allontanamento definitivo di Rat Scabies, il batterista, che non legava più con il Capitano. E ancora giù con brani storici come “Antipope” e “See Her Tonite” fino ad arrivare all’esecuzione di “Under The Floor” un brano ricco di fragore e dissonanze, dedicato da Captain Sensible a “Blair, Bush e Berlusconi, i tre bastardi che ci hanno reso la vita molto molto più pericolosa”. Dopo una breve pausa i Damned tornano sul palco con “Curtain Call”, un brano carico di energia che alimenta ulteriormente e rende più sfrenato il pogo delle prime file, e ancora “New Rose” , “Love Song” , una dedica particolare all’amico Joe Strummer dei Clash, accomunato al ricordo di Johnny Cash, “due musicisti di cui sentiremo la mancanza, non certo quella di Sid Vicious”, e poi via con “Neat Neat Neat” seguita dall’intro nervosa ed elettrica che precede l’esplosione finale di “Smash It Up”, invocata e urlata a squarciagola da tutti i presenti, in un diluvio di sudore, alcol e gomitate sui fianchi. Era quello che cercavamo, ne avevamo bisogno. Altre serate come queste, ragazzi! Punk Is Not Dead (and never will be!) è forse il caso di aggiungere. Ehi! Non trovo più le chiavi della macchina! Al Diavolo! Oh, sorry, Dave! “smash it up, smash it up” fino alla mattina presto.
Articolo del
18/03/2004 -
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