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Il 6 febbraio è uscito Flòrula, il nuovo album di Patrizia Liquidara che parla il linguaggio del presente senza rinunciare alla complessità e torna alla musica come a una casa viva: un luogo in cui la storia personale smette di essere biografia e diventa racconto condiviso. Un disco che intreccia scrittura cantautorale, elettronica e coralità per raccontare un ecosistema umano fatto di voci e memorie.
Patrizia Laquidara è cantautrice e scrittrice. Siciliana di nascita e veneta d’adozione, ha costruito nel tempo un percorso artistico personale e riconoscibile, muovendosi in una zona di confine tra canzone d’autore, poesia, ricerca sonora e performance. La sua voce e la sua scrittura, spesso definite dalla critica visionarie e magnetiche, uniscono profondità emotiva e libertà espressiva, dando forma a un racconto che non si limita a interpretare le storie, ma le abita.
Il titolo Flòrula proviene dal lessico botanico e indica l’insieme delle specie vegetali che abitano un territorio. Nella poetica di Laquidara diventa metafora di un ecosistema umano ed emotivo fatto di presenze minute e resistenti: genealogie, voci femminili, relazioni e comunità che convivono e si trasformano. Ogni canzone è un frammento necessario, niente è ornamentale, tutto è vivo. È un disco fatto di memorie personali e corali– l’infanzia come spazio originario e inesauribile, i viaggi, le storie familiari, un’Italia condivisa – che si aprono a un’idea di comunità più ampia, inclusiva, mai chiusa nell’io, ma soprattutto al desiderio di allargare lo sguardo, di non restare soli, di costruire un’idea di mondo in cui nessuno è escluso.
Le canzoni, nate dai personaggi e dai racconti presenti nel suo “Ti ho vista ieri” si muovono tra fragilità e slancio, intimità e apertura: a volte il canto diventa inno e rito, altre resta nudo, ma sempre vivo. È un lavoro che prova a guardare avanti, aprendosi anche a forme più leggere, libere e immediate di scrittura, senza rinunciare alla profondità.
Prodotto artisticamente insieme a Edoardo Piccolo, che ha contribuito in modo decisivo a definire un suono nuovo e vitale, dal punto di vista sonoro Flòrula unisce scrittura cantautorale, elettronica e sonorità rituali e corali e mette al centro la voce come strumento narrativo e collettivo. Un lavoro che guarda avanti senza recidere le radici, confermando Patrizia Laquidara come una cantastorie contemporanea capace di abitare il confine tra tradizione e presente, tra parola e suono.
L’album è attraversato da incontri – Antonio Vargas (Delicatoni), Puccio Castrogiovanni, un coro di voci femminili, percussionisti brasiliani provenienti dalla periferia di Recife che Patrizia ha visitato nei suoi viaggi, il giovane rapper El Coco con cui Laquidara collabora in un brano scritto insieme al campione mondiale di poetry slam, l'amico Lorenzo Maragoni – e trova il suo centro in Nessuno deve restare di fuori, cantata con Giulia Mei: due voci femminili che si uniscono per dire che il cerchio può sempre allargarsi.
Pubblicato in due parti, Flòrula sceglie il tempo lungo dell’ascolto. Questa prima uscita si chiude come un capitolo, non come l’intero libro, non un finale, ma una soglia. Un disco pensato come organismo vivo, che non chiede di essere consumato in fretta, ma attraversato. Un invito a riconoscersi in un ecosistema più ampio, dove le storie personali diventano spazio comune da abitare, in cui nulla è isolato e tutto dialoga.
Dalla voce al Cuore, tutte le date del tour: 06/02 - Torrione Jazz Club - FERRARA 07/02 - Revolution live Club - BASSANO DEL GRAPPA (VI) 09/02 - Arci Bellezza - MILANO 10/02 - Bravo Caffè - BOLOGNA 22/02 - Teatro del Pane (in acustico) -TREVISO 01/03 - Monk - ROMA 06/03 - Teatro Socjale - PIANGIPANE (RA) 07/03 - Auditorium della Biblioteca - BUJA (UDINE) 08/03 - Teatro Marmolada - CANAZEI 20/03 - Folk Club - TORINO 27/03 - Auditorium Comunale - POLISTENA 28/03 - Cartoline Club - REGGIO CALABRIA
Articolo del
09/02/2026 -
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