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Mentre i precedenti (“Robasapiens”) esploravano mondi fantascientifici oppure rotte geografiche e storiche (“Arca”, “Il Milione”), l’ultimo lavoro di Ottodix, “Cerebro_Mundi”, pubblicato ad aprile 2026 per Gelo Dischi e co-prodotto insieme a Flavio Ferri, si immerge nella contemporaneità più attuale, con un inaspettato confronto fra l'ecosistema naturale e l’attuale ulteriore sviluppo delle neuroscienze indotto dal tema dell’intelligenza artificiale.
Affascinante viaggio sonoro capace di collegare la neurologia, e più in generale la biologia, alle reti neurali artificiali, così come i sistemi complessi a tutti i livelli, “Cerebro_Mundi” si fa notare per il magistrale bilanciamento musicale.
L’uso raffinato dei synth e dell’elettronica è perfettamente in equilibrio con l’inserimento degli archi e delle sonorità acustiche.
Si conferisce così all’album un respiro cinematografico rendendo nel contempo il lavoro accessibile a tutti, grazie anche alla vena melodica che attraversa tutti i tredici brani, cosa abbastanza rara nel panorama indipendente italiano.
Ottodix è lo pseudonimo del complesso progetto artistico, non solo musicale, di Alessandro Zannier, poliedrico artista visivo, musicista, cantante e tastierista trevigiano, un progetto veramente affascinante nel quale la canzone d’autore si sposa con l’elettronica più spinta.
Caratteristica peculiare di Zannier è la sua poliedricità multimediale: in campo musicale i suoi lavori sono veri e propri album tematici e ciascun lavoro è parte integrante di un’operazione artistica ben più ampia, che include mostre, installazioni visive, live arricchiti da installazioni multimediali.
La proposta artistica di Zannier, che ha spessissimo esposto anche in contesti internazionali come la Biennale d’Arte di Venezia, pur risultando molto specifica, contiene una singolare attitudine filosofica che lo rende molto simile a Franco Battiato.
L’elaborazione musicale risente di influenze new wave, ma anche di elettronica vintage con particolare con una sintesi del tutto particolare.
I tredici pezzi che compongono “Cerebro_Mundi” affrontano i molteplici aspetti della complessità, mostrando come l’organizzazione a rete (in questo caso neurale) del cervello umano e animale, trovi un parallelo nel mondo vegetale, ma anche come vi sia una forte connessione fra aspetti psicologici e aspetti sociologici umani.
I brani sono dedicati a ognuno di questi singoli argomenti.
“Micropsiche” pone l’accento sul fatto che forse la mente umana è solamente un’illusione e pur essendo una funzione del nostro cervello è qualcosa di ben poco oggettivo. Brano ben ritmato e piacevole, si interroga anche sul rapporto fra coscienza individuale e coscienza sociale, sul rapporto fra psicologia e sociologia e fra singolo e società, ma anche sulla relazione che intercorre fra esseri microscopici ed esseri complessi, un tema che verrà ripreso anche nei brani successivi.
La cortissima title track utilizza ampie sonorità che avvolgono la voce di Zannier che spiega all’ascoltatore come la complessità derivi dall’estrema interconnessione, sia a livello di organismo che a livello dell’intera natura: un pezzo che di fatto è la sintesi dell’intero album.
Si passa al tema quasi interamente sociale con “Brain Rot”, che ben illustra i paradossi della società umana, per stigmatizzare, con “Amigdala” la meschinità dell’essere umano: “...ami solo chi ti serve accanto // la paura sai ti fa seguire il branco...”.
Alessandro Zannier fornisce un’interpretazione fisiologica di questa bassezza umana, transitando musicalmente per uno stile techno, con riferimenti testuali a Carducci per mostrare come l’uso della tecnologia stia pian piano facendo perdere all’uomo alcune facoltà.
Questa interpretazione degli atteggiamenti umani si ritroverà anche nel successivo “Fenetilamina”, pezzo cantabile stile anni ’80 intitolato all’alcaloide naturale con funzione di neurotrasmettitore.
Cortissimo “Habitat Mundi”, davvero un bel brano per le sonorità, pezzo che parla di interdipendenza fra organismi, ma anche di come il punto di visione di un organismo fornisca prospettive interpretative del mondo diverse.
Argomento che viene recuperato, sotto altro profilo, in “Wood wide web” che non è solamente una parafrasi comparativa fra società umana e vegetale, ma la realtà oggettiva di un’interdipendenza che va al di là della vita e della morte: “... quanto morirai terra tornerai // cibo per i funghi ridiventerai...”.
Chiude degnamente l’intera opera artistica “Cosmopsiche”.
Qui l’artista ci ricorda che quella che consideriamo una realtà estremamente oggettiva è in realtà una costruzione della nostra mente e l’ambiente che vediamo è una decodificazione dei nostri sensi e dunque transeunte, un concetto sul quale la maggioranza delle persone non pone attenzione.
Album eccellente sotto molti punti di vista, “Cerebro_Mundi” è costruito con cura maniacale per quanto riguarda la ricerca timbrica e il sound design.
Non è certo un lavoro d’intrattenimento, ma un’esperienza immersiva e totalmente coinvolgente, manifesto affascinante e profondo sui rapporti fra singolo e società, sull’interdipendenza delle varie specie, anche vegetali, del quale l’essere umano è solo una delle componenti di quell’ ”Habitat Mundi” narrato da Zannier.
Con “Cerebro_Mundi”, ponendo l’accento sull’errore di considerare oggettiva una realtà che è invece costruita dai nostri sensi, mettendo in discussione i concetti di singolo e collettivo, di naturale e artificiale, e ipotizzando che l’intelligenza artificiale, della quale tanto si parla e spesso a sproposito, alla fin fine non sia altro che uno dei tanti passaggi evolutivi della specie umana, Alessandro Zannier suggerisce l’esistenza di un’intelligenza collettiva, ultronea rispetto a quella dei singoli esseri viventi.
Un album da meditare profondamente dopo averlo ascoltato.
TRACKLIST 1. Micropsiche 2. Cerebro_Mundi 3. Brain_Rot 4. Amigdala 5. Artificio_Naturale 6. Feniletilamina 7. Habitat_Mundi 8. Satellite_Control 9. Il_Ciclo_Dell’acqua 10. Wood_Wide_Web 11. Cammina_Cammina 12. Escalation 13. Cosmopsiche
Articolo del
03/06/2026 -
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