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Prima di parlare di Van Morrison e della recente uscita del suo nuovo album, "What’s wrong with this picture?", mi viene spontaneo riparlare del suo passato e delle antiche glorie. Nonostante le descrizioni che se ne possano fare, Van Morrison resta un Artista con la A maiuscola. Il suo nome rievoca successi immortali, come “Gloria”, canzone che si annovera tra i maggiori classici del rock, energetica e ritmica tanto da rendere impossibile non iniziare a ballare e a muoversi. Nello stesso tempo, Van the Man è anche un artista che è stato in grado di interpretare canzoni dolcissime e romantiche, come Have I told you lately, o la più ritmata Brown eyed girl. L’aggettivo con cui l’ho sentito descrivere nella maggior parte dei casi è stato “roccioso”, per via del carattere, pare, piuttosto rude e scontroso, oltre che fortemente determinato. Di tempo da quei grandi classici del passato ne è passato parecchio, e oggi ritroviamo Van the Man sotto una nuova etichetta, la Blue Note, che è rinomata soprattutto per le sue produzioni jazz . Il nuovo album, che esce ad un anno di distanza dal precedente “Down the road”, contiene tredici tracce, nelle quali ritroviamo tutto lo stile dell’artista irlandese, intento ad esplorare vari generi musicali, con una vena che lascia trasparire le sue radici irlandesi. Le tracce che compongono l’album sono: What’s wrong with this picture, che dà il titolo all’intero album ed è in perfetto stile Van the Man, Whinin’ boy moan, Evening in June, forse il richiamo più diretto al soul irlandese di cui Morrison è stato il creatore, Too many myths, Somerset, Meaning of loneliness, Stop drinking (che, detto da un Irlandese, vuol dire comunque molto…), Goldfish bowl, Once in a blue moon, Saint James Infirmare, Little villane, Fame e Get on with the show.
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