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Capitolo 2007. Esplode definitivamente il caso Yacht. I Believe In You Your Magic Is Real fu il piccolo lavorio ingegnoso di una mente laboriosa, di un tizio che a casa non ci sta e che appena può sforna progetti e collaborazioni con quegli amici di pianola che rispondono ai nomi di Architecture In Helsinki, Devendra Benhart o Dirty Projectors. Nel tempo libero, poi, quella stessa laboriosa mente di Jona Bechtolt è riuscita a fare anche di meglio. Da Portland precipita al MoMa e al Kitchen di New York e passando, anche, per l’Europa, al Centre Pompidou di Parigi, incassa elogi e battimani per la presentazione di apprezzabili opere audiovisive di intelaiatura electronic pop. Nella vita di tutti i giorni, però, la Marriege Records notò della ‘reale magia’ in Jona già qualche tempo prima e precisamente iniziò a confidare in lui nel 2004, anno di pubblicazione di Super Warren al quale seguì, dopo solo dodici mesi, Mega. Ma ritorniamo al 2007 che vede l’entrata nel progetto di Claire Evens, amica di Bechtolt e reclutata sostanzialmente per le ottime aperture vocali che riesce ad apportare magnificamente tanto nei live quanto su disco.
Capitolo 2009. See Mystery Lights è la quarta prova per Yacht e la seconda ufficiale del connubio Bechtolt-Evans tenuto ora a battesimo della Dfa. Cosa resta dei precedenti incantesimi alla “The Magic Beat”? Poca roba. Suona la campanella, si aprono le danze con “Ring The Bell” e la sensazione immediata è quella da rientro in aula. Subito dopo Clare Evans salva la situazione con “The Afterlife” un crescendo di cinque minuti tra oscillazioni e stridii di natura principalmente spoken word. Seguono suoni temperati e dolci antinomie vocali, la Evans ci riprova con “Psychic City (Voodoo City)” che resta il pezzo testualmente e ritmicamente più riuscito dell’intero album. L’andatura funky arriva con “I'm In Love With A Ripper” ma il risultato a tratti è leggermente imbarazzante. “Summer Song” è croce e delizia. Ecco che ora si ritrovano i fasti passati ma considerando, però, l’originalità, in campo, da sempre attribuita all’etichetta madre, è un pezzo che rischia di suonare fin troppo scontato. Acchiappano finalmente personalità con “It's Boring / You Can Live Anywhere You Want” traccia sfrontata, spedita a ritmo finemente serrato, intrisa di psichedelia quanto basta, diventa in ultimo (e rispetto alle restanti nove tracce) elettricità su diagonali ‘punkeggiantemente’ funk.
See Mystery Lights non abbassa la media di Yacht ma purtroppo non la aumenta neppure di una virgola. Cosa che alla fine genere un lieve effetto monotonia. Giunto oramai in casa Dfa, Yacht adempie professionalmente bene il proprio dovere confezionando un prodotto ad hoc. Ma da Jona Bechtolt, ora più che mai, così come dai suoi ‘superiori’, ci si aspetta qualcosa in più.
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