|
Un’attesa ripagata. Con quel bel faccione barbuto di Mr. E, Mark Oliver Everett, sulla copertina gialla di Hombre Lobo. Lupo mannaro, in spagnolo. Un nome che è tutto un programma, insomma.
Gli Eels tornano alla grande con un cd di rock diretto e entusiasmante, come ai vecchi tempi. Come ci hanno sempre abituato. “12 Songs Of Desire”, tutte da ascoltare. Perché con quella barba lunga Mr. E sembra davvero un lupo, ma sa anche essere delicatissimo e romantico, quando vuole. Questo lupo apre il disco, e ulula in “Prizefighter”, un blues urlato e coinvolgente, chitarre graffiante e tutto quello che ti fa muovere la testa ed il sedere. Che disco rock, questo qui. Ma anche bello variegato, proprio come quel piccolo capolavoro di “Shotenanny!”. Sì, sì. Paragone azzeccato. Le prime tre canzoni, “Prizefighter" appunto, la delicata “That Look You Gave That Guy”, e l’elettrica “Liliac Breez”, valgono da sole l’intero disco. Che regala però tante altre piccole e ruvide perle, dagli arpeggi idilliaci e sognanti di “In My Dreams”, alla dinamite sonora di “Tremendous Dynamite”. Sbalzi sonori da capogiro. Razionalità e irrazionalità. Delicatezza, e poi improvvisamente sound duro, ma duro davvero. Ma è questa appunto la marcia in più del disco. Questo suo alternare con naturalezza queste due anime di Mr. E. Ci piace così. Alternanza che ritorna puntuale in “The Longing”, straziante e dolorosa ballata sulle “beautiful things” dell’amore. E “Fresh Blood”, invece? Un lupo che ulula e un ritornello che non si può dimenticare. Chitarra graffiante e ritmo semplice semplice – ma divertente – in “What’s A Fella Gotta Do”. Solo “My Timing Is Off” sa un po’ di già sentito, ma glielo si può perdonare, soprattutto dato che le successive tre canzoni tornano ad essere di altissimo livello: la leggerezza malinconica di “All The Beautiful Things”, il ritmo scanzonato e quasi ska di “Beginner’s Luck”, il cantato quasi sussurrato di “Ordinary Man”, commovente e struggente ballata sull’impossibilità di essere normali.
Un disco immediato e pieno di belle canzoni. Mr. E ci dimostra che è possibile cambiare e restare simili a sé stessi, e fare ottimo rock anche nell’anno 2009. Dopo quattro anni di attesa da “Blinking Lights And Other Revelations”, un disco sincero e rock, che conquista davvero.
|