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Blur
Think Tank
06/08/2003
EMI
di Giancarlo De Chirico
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No, non c’è proprio niente di cui aver paura, come recita “Ambulance”, lo splendido brano infarcito del suono di sax che apre il disco, nessun timore, perché questo nuovo album dei Blur è un capolavoro assoluto. Atmosfere rarefatte e fraseggi acustici delicati come quelli di “Out Of Time”, una vena psichedelica che si adatta perfettamente alla descrizione delle emozioni più vere che sono dentro di noi; l’amore che supera ogni paura e la poesia che può esistere nella quotidianità di certi dialoghi. Quando tutto sembra procedere su queste linee di tendenza, ecco il fragore assordante improvviso delle chitarre distorte di “Crazy Beat”, poi si torna alle piacevolezze di “Good Song” e ancora il “beat” sinuoso ed entrante, tipicamente sessantiano di “Brothers And Sisters”, il procedere ipnotico di “Caravan” , l’introduzione arabeggiante preludio di una urlata “We’ve Got A File On You” , le percussioni bizzarre di “Moroccan People Revolutionary Bowls Club”, la dolcissima “Sweet Song”, con quel “ I Believe, I Believe ” ripetuto all’infinito che si impadronisce in un attimo anche di cuori di ghiaccio. Il “riff” acido e il crescendo tribale di “Jets” , con un basso elettrico incalzante, che spadroneggia con gusto, e ancora “ Battery in Your Leg “, episodio finale del disco, una “slow ballad” incantevole, degna conclusione di album che dimostra come i Blur siano in ottima forma e sappiano attingere con intelligenza e con cura alle tante anime musicali che ne costituiscono una band di grande livello. Da non perdere.
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06/08/2003 -
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