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Julie's Haircut
Our Secret Ceremony
2009
A Silent Place
di Sara Bracco
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Siamo nel 2009, ormai sono passati ben dieci anni, e il suono dei Julie’s Haircut non ha sicuramente smentito le premesse dell’esordio discografico (Fever In The Funk House - Gammapop 1999) che ne consacrò gli impeccabili inizi al mondo indie-rock italiano, consolidando la loro impeccabile ouverture con una successiva serie di rilasci decisamente brillanti. Parlano i seguiti tra umori e tendenze che continuano a competere; tra black music, soul e gli anni ‘60 di Stars Never Looked So Bright, le psichedelie di Adult Situations o le sperimentazioni in impro di After Dark, My Sweet; con quelle scritture in melodia e quel groove a regola d’arte che il collettivo emiliano ha saputo immortalare fin dai primi passi.
Alla luce di trascorsi tutt’altro che passeggeri,Our Secret Ceremony, il quinto album dei Julie’s Haircut che si presenta con un bel doppio formato indubbiamente ben ispirato, seppur concesso alle due parti, non perde mai di vista le scritture in continuità; tra kraut, sperimentazione, pop ed elettronica pur concedendosi a una marcata crescita di stile che regge il gioco ai novanta minuti. Continuano a rimanere a loro agio con il primo disco (Sermons) le impeccabili forme-canzoni, dalle ritmiche in beat dell’intro (Sleepwalker), lasciandosi condurre alle derive tra strumentale o industriali (The Stain) del post-rock, per poi ritrovarsi a incantare con le modularità dei dodici minuti di Origins. Mentre con le successive sei tracce di Liturgy ci si consacra al cambiamento, tra dilatate eloquenze e fughe strumentali. Prendete ad esempio le collaborazioni con Giancarlo Frigieri de La Macchina Universale, le influenze jazzy di The Devil In Kate Moss II:Exorcism, le acustiche di Ceremony o le raggiunte imponenti sovrapposte di They Came To Me. Non rimangono immobili le quindici tracce ma, che siano sottoposte ai mutamenti o alle regole di confini scoperti o ritrovati e in quale dose o misura non importa, rimangono ben saldi e perfettamente integrati i principi in suoni e struttura; ritmica e armonica.
Non importa dove conducano questi suoni, che ti girino intorno, che ti colgano di sorpresa o che ti avvolgano; qualunque cosa portino con sè; luce od ombra, realtà o sogno, ordine o disordine, entrerai a farne parte senza rendertene conto!
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16/03/2009 -
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