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Battezzati dalla Bomp Records, esorditi nel 2003, con un album omonimo, i georgiani Black Lips tornano a far parlare di sé proponendo questo nuovo lavoro.
Chiariamo fin da subito che certa stampa tende a infilarli facilmente nel calderone di Vines e via dicendo. Ma per quanto mi riguarda i Black Lips possiedono tre marce in più: idee chiare, personalità, e sono molto, molto, selvaggi. Fortemente ancorati agli anni ’60, si potrebbero definire come una meteora fuori tempo massimo, catapultata, chissà per quale ragione, nei giorni nostri. Alcuni li additeranno perchè troppo retrò, altri di essere scimmiottatori dell’estate del garage, emuli dei grandi, Seeds su tutti. Ma chi se ne frega, i Black Lips spaccano e stanno sul culo a molti, perché se ne fregano delle etichette, “Short Fuse”. Nel frattempo sono passati molti anni, c’è stato l’esordio, e la morte del primo chitarrista, ubriaco e contromano su una strada dove ha trovato la morte. La band ha imparato a maneggiare con padronanza gli strumenti, parola da prendere con le pinze con questi fuori di testa. Se l’innovazione e le contaminazioni sono quello che cercate, lasciate stare la band più incendiaria al “mondo”. Se invece ve ne sbattete di critiche tronfie e “fondi” autocelebrativi, di critici miopi, e volete “sentire” un gruppo indissolubilmente legato a Nuggets, quadruplo cd venuto giù come una manna da cielo, allora “Take My Heart”, rocciosa opening track di “200 Million Thousand”, fa al caso vostro. Impossibile non sbavare di fronte alla perversa esplosione fuzz di “Let It Grow”. In mezzo a tutto questo ci sono parti psycho-billy, psichedelia, blues graffianti, e brani ipnotici come “Big Black Jesus Of Today”. Sporchi e strafottenti, se non ci fossero bisognerebbe inventarli. E ancora i Velvet Underground della lurida “Old Man”, uno dei picchi assoluti dell’intero disco. Poi arrivano l’esatto opposto delle “vette” come intese fino ad oggi, “The Drop I Hold”, è viscerale, squarciata da urla lancinanti, mentre “I Saw God”, estratto di un filmato sul quale si somministra LSD su bambini per ricerche sperimentali, è quanto di più irriverente e dissacrante si possa decidere di registrare: un rutto, imprecazioni censurate, e catarsi finale.
Cosa altro vi serve? Il loro sangue? Non è escluso calcolando l’imprevedibilità di un combo il cui equilibrio è pari a quello della nitroglicerina.
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