|
BENVENUTO SU EXTRA! MUSIC MAGAZINE - La prima rivista musicale on line, articoli, recensioni, programmazione, musicale, eventi, rock, jazz, musica live
|
|
|
|
|
|
Stereophonics
You Gotta Go There To Come Back
15/07/2003
V2
di Claudio Biffi
|
|
Dopo il pop mellifluo da “spot” pubblicitario, Kelly Jones e i suoi amici “Stereofonici” tornano sulla scena con un disco pieno di ricordi “seventies” tanto che nel video di “Madame Helga” sembra di assistere allo stage di un concerto dei primi Queen o dei Led Zeppelin. Perché Mr. Jones si sia spinto verso un suono più grezzo rispetto ai suoi precedenti lavori lo si può immaginare dal ritorno del blues vecchia maniera sul palcoscenico musicale tanto ben reinterpretato dai White Stripes. Ma il trio gallese non può snaturarsi completamente così ne viene fuori un mix in parte anche gradevole ma che non convincerà del tutto i detrattori della band o quelli che l’hanno considerata sempre una brutta copia degli Oasis. Mr Jones nello scrivere le canzoni ha qualcosa di Noel Gallagher e ne è un esempio la bellissima “Maybe Tomorrow” ma c’è la sensazione che ci sia qualcosa di forzato che non convince appieno nel resto del disco, troppo orientato a emulare i riff di chitarre glam rock come in “Help Me (She’s Out of Her Mind)” o nella stessa “Madame Helga”. Nei testi di alcune canzoni “Rainbows and Pots of Gold” e “Since I Told You It’s Over” inoltre si riscontrano chiaramente le sofferenze e le turbolenze amorose del frontman molto compreso nella parte della rockstar che ama essere in continua disputa con l’altro sesso ma incapace di farne a meno. Alla fine l’album compie un bel giro di 360° ma forse accontenta chi ha la pazienza di ascoltare tutto d’un fiato 50 minuti di buon brit–pop britannico.
|
|
15/07/2003 -
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
|
|
|
|
|
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
|