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Justyna Steczkowska
Naga
1997
Pomaton
di Marco Conigliani
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Per chi fosse stufo di viaggiare sull’autostrada musicale Gran Bretagna-Stati Uniti, vale la pena ricordare una serie di percorsi alternativi in grado di soddisfare anche le orecchie più esigenti. Uno di questi attraversa l’Europa dell’est, arrivando in Polonia. Lì si trovano artisti come Justyna Steczkowska che quanto a preparazione hanno ben poco da invidiare ai colleghi occidentali. La musica di Justyna, popolare e colta al tempo stesso è la prova tangibile dell’ottimo stato di salute di un panorama ingiustamente sottovalutato. Dopo Dziewczina Szamana, particolarmente vivace ed entusiasta, la Steczkowska realizza un disco più riflessivo a testimonianza del raggiungimento della maturità artistica. Naga, che significa appunto “nuda” è un album intimista, dalle tinte lievemente malinconiche. Non per questo pesante, l’ascolto si snoda tra gli inserti elettronici di Kici kici maj e i ritmi funk di Za kare e Kryminalna milosc, tra l’hip hop di Znikajac e Jeszcze nie, pajaku e le atmosfere più pacate di Za duzo wiesz, dichiarazione d’amore al jazz più tradizionale. Gli ottimi arrangiamenti curati da Grzegorz Ciechowski, fanno di Naga un disco ricco e variegato, grazie all’uso sapiente di una quantità di suoni e strumenti diversi. La voce accompagna il tutto con grazia e leggerezza. Naga non è solo un bell’album, è anche la possibilità di entrare in contatto con una realtà musicale da noi praticamente sconosciuta. Passando dalla porta principale.
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07/02/2002 -
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
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