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Calexico
Carried To Dust
2008
Wichita/V2
di Giancarlo De Chirico
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L’atteso nuovo album dei Calexico prosegue ed amplifica il discorso musicale iniziato due anni fa con “Garden Ruin”. E’ un bel disco, amato e studiato con attenzione nei minimi dettagli da Joey Burns e da John Convertino che infatti ci regalano un album ricco di suoni e di arrangiamenti sofisticati. E’ senz’altro un lavoro decisamente più maturo sul piano compositivo rispetto ai dischi degli esordi, quando erano conosciuti solo come una costola dei Giant Sand. Adesso i Calexico sono finalmente consapevoli del loro valore e del loro peso specifico sulla scena internazionale, sentono addosso molta pressione, e non possono più sbagliare un colpo. Perfetto, giusto così, ma se cercate gli orizzonti desertici e quelle sonorità tex mex alcoliche fumose, che resero grande un album come “The Black Light”, beh allora potreste anche restare un po’ delusi.
Messa da parte le vena alternativa, i Calexico abbracciano con stile e con grande perizia tecnica la canzone d’autore, e confezionano i singoli brani con un adeguato schieramento di archi, di ottoni e di vibrafoni. Davvero belle quelle delicate rock ballads che rispondono ai titoli di “The News About William”, “Man Made Lake”, “Contentino Day” e “Falling From Sleeves”; risultano invece un po’ troppo orientate verso un pop rock di facile presa canzoni come “Two Silver Trees” e l’ultra melodica “Slowness”. Conservano tracce dell’influenza mariachi composizioni come “Victor Jara’s Hands” e “Inspiracion”, un brano che assomiglia molto a “Besame Mucho”, ben noto standard della canzone ispanica. Splendida invece l’ambientazione di “Bend To The Road”, una ballata acustica semplicemente superba che conserva echi psichedelici e radici folk, mentre risulta molto coinvolgente e oltre modo frizzante “El Gatillo”, un brano tipicamente tex mex, un pezzo solo strumentale che riempie di energia chiunque si ponga all’ascolto.
Insomma, un album davvero ben fatto, senza sbavature e apparentemente senza difetti, se si perdona ai Calexico quella voglia di strizzare l’occhio alle classifiche internazionali, che comporta qualche dimenticanza del folk blues sperimentale e del rock desertico che ne segnarono le origini.
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22/10/2008 -
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