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Finalmente. A due anni di estenuante attesa esce il nuovo album di Beatrice Antolini, A due appunto. A due per tanti motivi: A due in inglese è qualcosa di dovuto, necessario, e dopo due anni dobbiamo proprio dire che questo disco era necessario; A due è il La della seconda ottava da dove partono tutti suoi pezzi; A due è il desiderio e il bisogno di essere in due... A due perché è stato registrato in due e mixato in due; A due perché così possiamo iniziare le recensioni scrivendo "A due anni di distanza..."
L'impresa non era facile; uscire con un disco, dopo il magnifico esordio di Big Saloon, voleva dire rischiare. La scommessa era alta. "E se in realtà Big Saloon gliel'aveva scritto un vecchio sciamano?" "E se era stata aiutata dai folletti di notte che popolavano il suo Big Saloon?" "E se Beatrice Antolini avesse avuto banalmente solo fortuna?"
Ok, magari non ha avuto fortuna, ma poteva fare un album simile al precedente, finire con il ripetersi ed annoiare. Il mondo è pieno di casi come questo tipo, vedi i CSS (e mi prendo la responsabilità di quello che dico).
Invece questo disco A due, che mi ascolto da un mesetto, è ancora più bello del primo, è più intimo, più maturo, registrato con astuzia e minuzia (e se ci viene "tu zia" faccio anche la rima). Con questo album Beatrice afferma se stessa e la sua musica "a strati". Un disco dovuto, anzitutto a me che lo aspettavo ma anche a tutti, perché se Big Saloon nasceva nell'intimo della sua camera, quando con timidezza e un filo di voce sussurrava al mondo che lei esisteva e aveva qualcosa da dire, ora, consapevolmente, parla di sé agli altri. Parla della sua musica, della difficoltà di affermarsi come artista in un mondo di maschi; della gioia della vita, di conigli rap, di acqua di cassette segrete, e ti culla lasciandoti quel senso di inquietudine che solo i tuoi neuroni a specchio e il tuo cuore recepiscono.
11 tracce che ti prendono e ti portano in un mondo fantastico che altro non è che l'intimo della tua anima, e da sola ti ritrovi in macchina a pensare al niente e facendoti cullare dalla musica con il tuo cuore che batte all'impazzata e tu non sai perché. Mi ricordo la traccia n°11 la prima volta che l'ho ascoltata. Stavo in macchina ferma, seduta a fumarmi una sigaretta, senza prestare troppa attenzione al pezzo, pensavo agli affari miei, quando dopo un minutino ho sentito il cuore battermi all'impazzata - non avevo nessuno stato di ansia o angoscia. Solo il cuore era impazzito. I miei neuroni a specchio anche. Finito il pezzo sono scesa dalla macchina ed ho espirato dicendo "Cazzo, che esperienza!".
Ah dimenticavo quest'album esce per Urtovox, potete acquistarlo on line oppure ai concerti di Beatrice. www.myspace.com/beatriceantolini
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