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Richie Sambora
Undiscovered Soul
1998
Uni/Mercury
di Marco Conigliani
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Sambora è stato per anni il chitarrista dei Bon Jovi e si è fatto conoscere per le sue spiccate doti di solista in un periodo e in un ambito in cui essere un bravo musicista significava suonare ottocento note al secondo. Poi ha lasciato il gruppo per proseguire la carriera da solo finchè nel 1991 ha inciso Stranger in this town. Adesso pubblica il suo secondo album con dodici tracce composte insieme a Richie Supa e prodotte da Don Was. Come prima cosa occorre dare atto a Sambora di essersi evoluto a differenza di alcuni suoi colleghi degli esordi, ancora ripiegati sui propri strumenti fumanti cercando di raggiungere qualche primato di tecnica. Oggi Sambora canta le canzoni di cui è autore e suona le sei corde con le dita dopo aver abbandonato il plettro. Questo però non significa che abbia inventato o rivoluzionato alcunchè. Quello che scaturisce dalle chitarre, in gran numero e alla base di ogni composizione, è un parente prossimo dell’hard rock americano in voga negli anni ottanta, tutto al più arricchito da colorazioni blues. Il risultato finale insomma non è particolarmente originale e anzi si ha la sensazione che i brani, pure eseguiti e prodotti in modo estremamente curato, si assomiglino tutti un po’. E non è tutto. Il carattere così esplicitamente “americano” delle composizioni si avverte anche dai testi. E titoli ncome Made in America, Fallen from Graceland e Harlem Rain la dicono lunga...Tutto ciò fa praticamente di Undiscovered soul un prodotto dedicato al mercato interno e poco adatto all’esportazione.
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05/02/2002 -
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
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