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Forse ad un primo ascolto vi potrà sembrare un po’ troppo old fashioned, potrà assomigliare un po’ troppo ad un classico album di canzoni, definitive, serie ed importanti. Ma se prestate una attenzione non distratta a questo prezioso lavoro, vi renderete conto che non è così, perché il secondo album di Joan Wasser, in arte Joan As Police Woman, è davvero un piccolo capolavoro, lontano anni luce dalla pochezza di tanta musica moderna. Basta ascoltare bene composizioni come “To Be Lonely”, “Honor Wishes” e “To Be Loved” per rendersi conto della sicura crescita, sia sul piano compositivo che su quello dell’espressione artistica, della giovane cantautrice americana, ex fidanzata del compianto Jeff Buckley. Purtroppo un altro dolore si è aggiunto di recente nel cuore di Joan, che ha perso la madre. E’ anche per questo che l’album è molto introspettivo, molto sincero e personale, sicuramente intimo. I singoli brani hanno la fortuna di essere composti da melodie non facili, ma di senso compiuto, che arrivano diritte all’anima di quanti sanno decifrarle. A tratti Joan ci ricorda le cose che scriveva Rickie Lee Jones all’inizio della sua carriera, stesso il carisma, uguale la propensione a mettere a nudo i sentimenti, a non vergognarsi mai delle proprie fragilità. In altre occasioni invece, come su “Hard White Wall”, per esempio, raggiunge quei toni epici e drammatici che erano della prima Kate Bush. C’è anche spazio per il beat frenetico, talvolta ossessivo, di “Furious”, un brano che spezza la linea compositiva generale del disco, un album fatto di ballate mature e consapevoli, tutte bellissime, un vero “secondo album”, come quelli di una volta, che significavano il momento della consacrazione definitiva di un artista. Splendida poi, nel finale, l’estensione vocale e la dimensione soul di “To America”, un pezzo dotato di una sezione fiati a dir poco spaventosa, e di un “crescendo” imponente, un brano che chiude in bellezza un disco stupendo e che vi consigliamo caldamente.
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