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Meg
Psycodelice
2008
Multiformis/Self
di Francesca Sacerdoti
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“Psycodelice” di Meg (Maria Di Donna) è il secondo album da solista della cantante – autrice, ex 99 Posse, frutto della collaborazione con Stefano Fontana, a.k.a. Stylophonic, Danilo Vigorito e Mario Conte. A contraddistinguere quest’ultimo lavoro dell’artista napoletana sono sicuramente le forti presenze dance dalle ritmiche e dai bpm sostenuti; impossibile non battere il piede a ritmo sin da subito. Tutto l’album è un percorso interiore che l’autrice fa attraverso se stessa e le esperienze, emotive e non, che hanno caratterizzato l’ultimo periodo della sua vita: dall’ “amore” presente in “Distante” (impossibile non cantarlo già dopo un primo ascolto – molto orecchiabile) ed “E’ troppo facile”, passando per “Napoli Città Aperta” – dedicato alla meravigliosa città che le ha dato i natali - a “Laptop Love” (il titolo è un omaggio ad un pezzo dei Kraftwerk), sino a “Running Fast” composta ripensando al tragico giorno della morte di Carlo Giuliani e “Promises” richiesta di impegno – coscienza a quei (molti) politici che alle loro promises appunto non fanno seguire fatti concreti. L’album in questione è sicuramente un lavoro completo, biografico, per molti aspetti, e musicalmente sperimentale per Meg che strizza l’occhio a sonorità house/techno senza però lasciare da parte una certa vena dal sapore elettronico. Per sua stessa ammissione (di Meg) “Psycodelice” nasce inizialmente come la ricerca di un antidoto, lo stesso che ognuno di noi cerca costantemente per sopravvivere a questa vita; lo si insegue altrove generalmente, ma in questo album Meg lo trova nel contatto autentico e reale con se stessa che è possibile “sentire” e fare proprio attraverso una lettura approfondita dei testi, scritti in italiano ed in inglese, e lasciandosi trasportare dalle emozioni suscitate dalla musica. “Psycodelice” rappresenta sicuramente un bel salto in avanti nella carriera da solista di quest’artista che dopo l’uscita del suo primo album “Meg” nel 2004, per il quale è autrice dei testi e compositrice delle musiche e dopo l’importante realizzazione del progetto “Nous” del 2001 assieme a Marco Messina, rilancia il “grande tema” della musica come percorso interiore, sperimentazione musicale e ricerca di nuovi sound da arrangiare e mixare per la scoperta di nuovi lidi sonori a piacere dell’artista e per il piacere di chi ascolta. Basterebbe dunque questo a far intuire, già da un primo ascolto dell’album, che si è di fronte ad un progetto molto maturo, ricercato, esuberante – nei bpm – ma “composto” nella stesura, eppure ciò che indubbiamente lo rende decisamente meritevole di attenzione è l’innata capacità empatica di quest’artista che si traduce in un estro creativo incatalogabile che regala quel tocco particolare, quel “non so cosa” così difficile da trovare oggi.
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27/05/2008 -
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