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Placebo
Sleeping with Ghosts
2003
Hut Recordings
di Claudio Biffi
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In una recente intervista, uno stranamente disponibile Brian Molko, ha confessato di ammirare il rock proposto dai Queens of the Stone Age e di essersi ispirato in parte a loro e ai At the Drive In per comporre i brani del nuovo “Sleeping With Ghosts”, certo senza snaturare totalmente l’anima musicale dei Placebo legata più al rock elettronico e mantenendo l’immagine sessualmente ambigua e dark. L’idea del quarto album ha accompagnato la band per l’intero tour durato due anni e la possibilità di avere al seguito un mini studio di registrazione ha permesso ai Placebo di comporre i demo di circa 25 brani nuovi che una volta scremati hanno dato alla luce le 12 canzoni contenute in SWG. Il risultato è di un disco decisamente orientato ad un graffiante sound rock sostenuto da sonorità più elettriche che elettroniche e questo è un punto di svolta per la band di Molko che con l’aiuto del produttore Jim Abiss hanno oltremodo ottimizzato i tempi per far uscire qualcosa di nuovo rispetto al loro suono tradizionale. L’apertura di SWG è una frustata di chitarre interamente strumentale che introduce imn maniera emozionale e a tratti esplosiva agli altri 11 brani dove “This Picture” prosegue sulla strada del muro di chitarre e “Bitter End” è una cavalcata eletto-rock che sembra inarrestabile. Le fantasie di Molko trovano poi la massima espressione nei testi delle canzoni che riassumono l’idea centrale di SWG, pura rappresentazione dei fantasmi che si relazionano con l’anima di ciascuno di noi, fino al punto che qualsiasi cosa, dagli odori, dai sapori, dal modo di vestirsi, riporta alla memoria parti della nostra vita o l’intimo che abita i nostri sogni e probabilmente farà anche parte degli accadimenti futuri. Il Cd diventa così una collezione di piccole storie che riguardano una serie di relazioni personali molte delle quali proprie dell’esperienza vissuta e subita da Molko stesso come “I’ll Be Yours” e “Protect Me From What I Want” canzoni che ancora trasudano delle ferite interiori subite dal cantante. Questo tormentato viaggio all’interno di “Sleeping With Ghosts” ci rivela alla fine una nuova veste musicale dei Placebo sempre più distaccati dal glam-pop degli esordi e forse convinti ad intraprender la strada del rock elettrico ben più corposo e convincente.
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14/04/2003 -
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