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The Raveonettes
Lust Lust Lust
2008
Sleeping Star
di Claudio Biffi
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Ora che i Raveonettes hanno lasciato alle spalle il vincolo artistico con la major di turno e si sono gettati a capofitto nella sperimentazione dell’espressione musicale legata all’esperienza vissuta e non nella riproposizione del “film” studiato ad uso e consumo di un'elite amante del retrò, possiamo dire che la band si mette in discussione offrendo agli estimatori del genere un esempio della bontà della loro arte. Art-rock forse è la definizione più appropriata per descrivere questo quarto lavoro del duo danese, "Lust Lust Lust", un'invocazione al cubo dedicata alla complessità della vita e alle “dure scelte che uno deve fare”, sono le parole di Sune Rose Wagner che con la collega Sharin Foo, ha prodotto un disco sicuramente più dark ed etereo, senza però abbandonare del tutto quelle atmosfere shoegaze già presenti nei loro precedenti lavori. Con “Lust Lust Lust” molte cose sono cambiate, dalla casa discografica che ora è l'indipendente italiana Sleeping Star, allo stile psichedelico della copertina (addio ai poster dei vecchi b-movie anni ’50), ai contenuti dei testi, stringati e diretti ma con un pensiero ben centrato sulle emozioni e su quelle passioni viscerali realmente vissute dalla cantante Sharin e ben sostenute dal suono della chitarra di Sune, a dir poco “spigolosa”, ma vera guida del duo. Ai toni psichedelici di “Aly, Walk With Me” al limite dell’allucinogeno sostenuta dalla voce di Sharin che descrive una lenta nenia si alternano brani più eterei e malinconici come “Lust” e “Expelled From Love” o rimandi ai suoni dei precedenti dischi che ritroviamo in “Hallucinations” e “Black Satin“. Sembra però che rispetto al passato la band voglia davvero comunicarci che la massima rappresentazione dell’arte anche in ambito musicale è la possibilità di esprimersi senza vincoli che limitano la capacità di mostrare quali siano le vere sensazioni pulsanti che l’artista ha dentro e che vorrebbe condividere con il suo pubblico ma che per le più svariate circostanze e ragioni molte volte rimangono cosa morta. L’approccio complessivo dei 12 brani, nonostante la presenza di una maggiore attenzione verso nuove melodie vedi “With My Eyes Closed”, rimane orientato al dark e al noise per la musica ed è minimalista ed essenziale nei testi: “Blitzed” e “Blush” ne sono un chiaro esempio e si alternano ad altri brani, “Sad Transmission” e “The Best Dies” con passaggi più cadenzati ed accelerazioni repentine, ma è chiaro a tutti che proprio questo stile ormai caratterizza in pieno i Raveonettes e li distingue da ogni altro gruppo.
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08/02/2008 -
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