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Selezionata personalmente da Joe Strummer, questa compilation rappresenta una sorta di testamento spirituale del cantante dei Clash, deceduto lo scorso dicembre. “The Essential” soppianta ed amplia la precedente antologia “Story of the Clash”, facendosi preferire, oltretutto, in quanto il percorso cronologico qui è perfettamente rispettato. E così, il CD 1 è dedicato alla fase “punk” dei primordi del quartetto, mentre il CD2 esplora il periodo successivo, in cui Strummer e co. esplorarono con più frequenza territori funky, Morricone, il rap e quant’altro. A circa vent’anni di distanza dallo scioglimento del gruppo (non contando il fallimentare esperimento di “Cut The Crap” dell’86, considerabile quasi un “solo” di Joe Strummer feat. Paul Simonon) balzano agli occhi le seguenti inconfutabili verità: 1) che “The Clash”, album d’esordio a lungo sottovalutato a fronte dell’idolatrato “London Calling”, ha conseguito nel corso del tempo lo status elevato che gli compete: ben 12 dei primi 14 brani – su 41- qui presenti sono tratti da quell’album – versione USA – il che vorrà pur dire qualcosa; 2) che “1977”, lato b del primo singolo dei Clash “White Riot”, e qui posto in apertura di compilation, è un brano mediocre, ed è sopravvissuto alla “damnatio memoriae” della storia solo grazie al suo azzeccato (e furbo) chorus “no Elvis, Beatles or the Rolling Stones in 1977”, che ha contraddistinto lo spirito dell’epoca; 3) che CD1 (punk) suona infinitamente meglio di CD2 (funk e varie), ovvero risulta meno datato e più spontaneo rispetto agli esperimenti sonori della fase (specialmente) di “Sandinista”, ambiziosi ma forzatelli anzichenò; 4) che “Safe European Home” è una canzone ancora dannatamente attuale alla luce di possibili, probabili, quasi sicure guerre e attentati terrostici in altri remoti luoghi del pianeta, anche se il suo ritornello “i went to the place where every white face is an invitation to robbery / an' sitting here in my safe european home / i don't wanna go back there again” fu composto da Strummer/Simonon in ricordo di una vacanza nella pericolosissima Giamaica; 5) che si poteva, anzi si doveva evitare di includere alla fine del CD2 “This Is England”, unico tratto da “Cut The Crap”, e in quanto tale spurio e di conseguenza inferiore. --------------------- Il resto, lo sapete è storia: “The Clash” (versione USA, non mi stancherò mai di ripeterlo) e “London Calling” sono due tra i migliori rock (e non solo punk) album di tutti i tempi. Se siete dei principianti, potete anche cominciare da lì, in luogo di questo “The Essential Clash”. Insomma, fate come vi pare, ma in nome del Cielo cominciate.
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