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E’ il disco che aspettavamo per essere felici! Viene finalmente pubblicata la raccolta dei diciotto singoli incisi da Jon Spencer proprio all’inizio della sua prolifica carriera solista, quando aveva appena lasciato i Pussy Galore per formare i Blues Explosion. Sono cose datate 1992 o 1993 ma che suonano estremamente moderne ed attuali! Inoltre canzoni come “Shirt Jac”, registrata con Steve Albini, come “Son Of Sam”, il classico dei Chain Gang, rivisitato con l’apporto di Kurt Hoffman al sax, o ancora come “Train n°3”, ispirata ad un vecchio soul di Rufus Thomas, sono praticamente introvabili, fuori stampa da tempo incalcolabile, e allora l’occasione di riascoltarle adesso è davvero imperdibile! Brani come “Naked”, “Fat”, “Ghetto Mom”, “Down Low” o ancora le note brutali incontaminate ossessive selvagge elettriche maleodoranti e rombanti di “Showgirl Pts 1 &2”, che vede il contributo di Cristina Martinez delle Boss Hog, si portano addosso la carica di quegli anni, di quel punk rock antesignano e duro a morire, che si nutriva di blues sporco, che ingurgitava veleno e si cospargeva di materiale ossidante! Questo “Jukebox Explosion” è album grezzo, è disco definitivo, ed i singoli brani - per quanto rielaborati, ripuliti in studio e rimessi a nuovo - conservano intatte le dissonanze, i rumori delle registrazioni tipicamente low tech dell’epoca. Ed è davvero un gran bel sentire, con quelle chitarre distorte e furenti che si sovrappongono ad una sezione fiati disperata e lancinante. Il rhythm & blues rivisitato e corretto dal garage punk di Jon Spencer si offre nudo e crudo all’ascolto di quanti di voi trascurano da sempre le tante amenità consolatorie della moderna scena musicale e scelgono verità e purezza espressiva. Che botta, ragazzi! “Dig My Shit”, tutta la vita, rotoliamoci nella cenere calda, finchè possiamo! Dobbiamo dire grazie a dischi del genere, perché ci ricordano che il rock’n’roll non è ancora morto, e mai lo sarà! Amen!
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