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Quarto album per i Surgery, di certo il più riuscito, il più completo ed imponente. La band romana ci propone un electro dark di derivazione industriale davvero molto originale ed interessante, in particolare ci sembra ben riuscito il binomio fra liriche surreali e aspre e dei suoni cupi e percussivi. L’ambientazione scelta dai Surgery è di chiara origine teatrale, anche per questo i loro live act hanno sempre un folto seguito, ma anche su disco questa volta fanno centro, grazie a brani come “L’Erba Cattiva”, “Elettroshock” e “Roma Brucia”, che risultano fra le più trasmesse dalle radio locali. Rispetto al demo, sono presenti delle nuove versioni di “Barracuda” e di “Nagasaki” e anche la traccia video di “Nessun Dogma”. Dopo tutta una serie di avvicendamenti l’attuale line up dei Surgery risulta composta da Daniele Coccia e da Cristina Badaracco, che si alternano alla voce, da Matteo Ribichini, al basso, al sintetizzatore e alla drum machine, da Dario Casadei, alla chitarra, da Matteo Castaldi, come d.j. e da Fulvio Liviabella, nel ruolo di live performer. Senza dubbio l’inserimento di una chitarra tipicamente metal ha reso più accessibile l’impatto con il noise apocalittico ed oscuro che dal 2000 si agita nelle viscere dei componenti della band e ne ha fatto crescere la popolarità ben oltre i confini del circuito indie. Le canzoni sono tutte molto suggestive e decadenti, addirittura agghiaccianti i testi di brani come “Stupida Estate”, con quel “non posso cantare parole d’amore”, o anche di “Siamo Animali”, o ancora di “Elettroshock”, con quella bambina che canta “ho ucciso mamma e papà con una busta di plastica / me l’ha ordinato la musica”!!! Il rock furente, post-atomico e d’avanguardia in salsa horrordei Surgery mette insieme lo stile di gruppi come Killing Joke e Devo della new wave degli anni 80 con un approccio melodico più convenzionale, per quanto minaccioso e provocatorio nei testi, che trasforma la feroce ironia ed il sarcasmo in qualcosa di sorprendentemente godibile. Da segnalare infine il remake di “Lamette”, un brano storico degli anni Ottanta, che vede la partecipazione come special guest della stessa Donatella Rettore. Mi piace chiudere con una citazione tratta dalle note di copertina dell’ album, parole di fuoco come “la lezione era in stato avanzato, il mio libro chiuso, il mio cuore in guerra”, concetti che sintetizzano la voglia di rivolta, l’esasperazione ed il grido di allarme che dai Surgery si diffonde a macchia d’olio fra molti ragazzi di questa generazione che si sente persa, ma che non è ancora sconfitta! Da ascoltare.
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