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L’ennesima volta che ho ascoltato il singolo “When Did Your Heart Go Missing” per radio ho chiesto alla persona che mi era accanto: “E da quando è uscito il nuovo dei The Kooks?”. La sua faccia basita, per l’ennesima volta, mi ha fatto capire che per una come me che in questo momento ha come punto di riferimento musicale solo gli Okkervil River, forse è giunto il momento di aggiornarmi sulle odierne “rivelazioni musicali”, commercialmente parlando. Decido allora di inserire nello stereo Calling The World, secondo album di questa band californiana di Los Angeles nata nel 2000 e nota soprattutto al pubblico grazie ad un cammeo musicale, e conseguente inserimento del brano “I’m Shakin” – tratto dal primo album omonimo del 2003 – nella colonna sonora, in “The O.C.”. Una occasione che ha permesso anche ad altre band, come Death Cab For Cutie, The Subways, The Walkmen, Imogen Heap, gli stessi Phantom Placet della sigla, di uscire fuori dal coro. E non ci hanno messo poi molto i componenti dei Rooney – Robert Carmine (chitarra e voce), Ned Brower (batteria), Taylor Locke (chitarra), Matthew Winter (basso) e Louie Stephens (tastiere) – a capire che l’onda andava cavalcata e anche velocemente, anche se forse è la stessa sulla quale si sono adagiate molte atre band ritrovandosi così ad avere come punto distintivo la stessa matrice sonora, quel sound indie che sta ormai stancando divenendo ripetitivo. A nulla è valso quindi fare da supporter a band come The Strokes, Kings of Leon, Audioslave, The Vines, Incubus. Traccia dopo traccia, ripenso all’affascinante Luke (The Kooks) nel video di “Naive”, ai Yellow Card di “Only One”, ai Weezer del primo album e anche un poco ai Take That dell’ultimo lavoro “Beautiful World”. Difatti il solo pensiero che questa band sia stata paragonata ai Beatles, ai Cars e ai Blur (!), mi fa rabbrividire. E quando arrivo all’ultima song “Help Me Find My Way”, ho come l’impressione che il titolo sia in realtà un messaggio, anche se non riesco ancora a capire per chi: per chi li ascolta o per i loro produttori? La risposta probabilmente si avrà soltanto il 7 e l’8 dicembre 2007 quando i Rooney si esibiranno in Italia rispettivamente al Vox Club di Modena e al New Age Club di Treviso. “Perché magari dal vivo sanno regalare emozioni diverse”. Tuttavia non mancano le canzoni per cui vale la pena riascoltare questo album una seconda volta: “I Should've Been After You”. Ah, anche perché la copertina del disco è un omaggio all’album di debutto dei Doors. Dopo avere sentito il prodotto complessivo, mi sovviene a mente tutte le volte che ho visto il video di “When Did Your Heart Go Missing” senza sapere che quei cinque ragazzi dalla faccia di chi non ha proprio altro da fare che girare per la città su una decappottabile rossa con i capelli al vento, fossero i Rooney, e mi chiedevo a che punto sarebbe entrata Paris Hilton. Bhè, l’idea non mi appare più tanto malvagia. Ora, infatti, avrei certamente più cose da dire. Almeno su di lei.
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