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Justin Currie
What Is Love For
2007
Rykodisc
di Morrisensei <
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Justin Currie è un ragazzone scozzese (di Glasgow) che ha da qualche tempo superato i quarant'anni. Da oltre venticinque scrive canzoni. Splendide canzoni. Da quando con alcuni compagni di "scuola" decide di metter su una band e chiamarla Del Amitri. L'interesse di sua maestà John Peel, le copertine dei magazine britannici, uno storico tour di supporto agli Smiths ed un sempre più vasto interesse del pubblico americano. Gli anni 90 contraddistinti dai break commerciali. David Letterman, l'invito al celebrativo Woodstock 94, costanti entrate nella Top 5 UK (compresa la raccolta "Hatful Of Rain") fino alla tragica perdita nel 2005 di Jon McLoughlin che era arrivato in formazione nel 1997. Mai ufficialmente sciolti i Del Amitri vengono riposti nell'armadio. E Justin Currie (cugino di Nick Currie in arte Momus) prima realizza un comedy project a nome The Uncle Devil Show con Kevin e Jim McDermott dei Simple Minds e quindi comincia a dedicarsi a quello che sarà il suo ritorno discografico. "What Is Love For" è, personalmente, uno dei cinque dischi dell'anno. Un disco che avevo accantonato per far spazio ad altri di (apparente) maggior spessore. Poi, così all'improvviso, ho deciso che alla voce calda, profonda di Currie andasse data una chance. Il risultato è stato illuminante. "What Is Love For" è un omaggio all'amore. Perso e ritrovato. Dimenticate per sempre le finte depressioni di un Damien Rice qualsiasi, dimenticate gli occhi da pesce avariato di James Blunt, dimenticate la schiera di slavati giovanotti con in braccio una chitarrina profumata di nuovo. Dimenticate il cantautorato patinato. Vestito alla moda. Confezionato per le bambine alle prese con la cotta dietro i banchi di scuola ed il diario pieno di cuoricini da colorare. Justin Currie è un autore eccezionale. Dieci perle irripetibili. Un colpo di coda maestro ad una carriera colpevolmente lasciata tramontare sulle pagine d'archivio. "What Is Love For" commuove. Profondo come un addio. Intenso come un bacio solo sfiorato sulle labbra socchiuse. Miracoloso come l'amore stesso. Come se il compianto Warren Zevon avesse per una volta messo via la denuncia e l'alcol per tirar fuori il sentimento più puro. "What Is Love For" è, nella sua piccola grande meraviglia, un capolavoro. Che venderà poco, forse pochissimo, perchè la gente non ha occhi, non ha anima, non ha la curiosità per guardare oltre. Ma Justin Currie sembra rispondere attraverso la foto in copertina. In una casa vuota. In secondo piano. A guardar fuori. In attesa. Di un altro giorno. Di un'altra stella. Struggente.
Vostro "No Surrender" Sensei
(pubblicato per gentile concessione di Nerds Attack!)
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30/10/2007 -
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