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"A Sky With No Stars" è uno di quegli album che ancora prima di essere realizzato ne aspetti già la pubblicazione. Uscito il 21 settembre e pubblicato su etichetta Ghost Records e distribuito da Audioglobe, l’album d’esordio dei Canadians ne ufficializza l’entrata nel panorama musicale indie. Un sound made in Italy, sebbene siano esplosi prima all’estero grazie all’EP "The North Side of Summer" registrato nel 2005, anno anche della formazione di origine, che permette alla band veronese di vincere uno dei più importanti concorsi italiani per band emergenti, l’Heineken Jammin Festival. Il passo per la registrazione è breve. Il disco nasce difatti sul finire del 2006 al Jungle Sound di Milano. Le influenze, dai Beach Boys ai Weezer, dai Beatles ai Death Cab For Cutie, sono percepibili fin dalla prima traccia, “A Sky With No Stars”, proseguendo per “Summer Teenage Girl”, primo singolo estratto che ha spopolato nelle radio e sul canale musicale Mtv, fino all’ultima song, “Good News”. Un album per certi versi molto entusiasmante, la cui tracklist risulta nel complesso omogenea, anche laddove canzoni come “Find Out Your ‘60”, “Out of Order”, “Venus”, danno un tocco di malinconia. Ma ciononostante ci calzano a pennello. Il rimando all’estate, alle belle ragazze sulla spiaggia, ai calzoncini corti, alla spensieratezza delle giornate passate in riva al mare è immediato, quanto i diversi generi a cui si accostano i Canadians. Un continuo rimando alla calda stagione, purtroppo passata, che grazie a Sky With No Stars riesce a ricrearsi anche nel salotto di casa nostra. Un successo tutto italiano quindi, che ha spopolato soprattutto nella sempre “avanti” (musicalmente parlando) England, nazione nella quale questo genere di sound appartiene sicuramente a band che nascono come funghi quasi quotidianamente (per fortuna o purtroppo?). Ma una chance va data sempre e allora non resta che inserire il cd nello stereo e ascoltarlo mentre fuori piove immaginando di essere seduti su una sdraio a bere birra ghiacciata, possibilmente Duff, per prendere tutto con la giusta ironia, quella altresì percepibile nelle canzoni dei Canadians. Quattro ragazzi dall’aria furbetta che sono inoltre saliti alla ribalta internazionale dopo avere suonato al Cavern Club di Liverpool, storico locale noto per aver dato il via alla leggenda dei Beatles, proponendo atmosfere da ultimo ballo al college, primo bacio e post-adolescenziale ma in perfetto stile indie-pop. Composti da Duccio Simbeni (voce e chitarra), Michele Nicoli (chitarra), Massimo Fiorio (basso e voce), Vittorio Pozzato (tastiera e voce) e Christian Corso (batteria), i Canadians sono la tipica band destinata ad essere amata. Un po’ come gli Amari, i Settlefish, gli A Toys Orchestra, quelli insomma che catalogheresti alla voce “Fuori dal coro”, qualunque sia la motivazione personale o corale. Ed è per questo che davanti a sé hanno solo un lungo percorso in salita.
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